La Chiesa di Sant'Andrea è una delle chiese più antiche della città: esiste prima del 1130 e sorge tradizionalmente sul punto più alto del centro storico. Davanti al sagrato svetta la celebre “Gatta di Sant’Andrea” (in origine un leone medievale posto su una colonna romana), memoria di antiche vicende comunali. Fu ricostruita nel 1640, tra 1875 e 1884 passò da navata unica a tre navate (arcate su colonne corinzie) e ricevette l’attuale facciata di gusto neomedievale/neolombardo; il campanile fu rifatto agli inizi del Novecento. La chiesa fu riconsacrata il 17 ottobre 1941. L’altare maggiore, proveniente dalla demolita San Marco, è impreziosito da tre formelle marmoree (Sacrificio di Isacco, Cena di Emmaus, Agnello pasquale) della bottega dei Bonazza; la chiesa conserva inoltre bassorilievi dei Bonazza e una pala della Madonna col Bambino e S. Andrea (Giovan Pietro Possenti). La decorazione novecentesca è di Antonio Grinzato; tra le tele spiccano un S. Francesco Saverio (Natale Plache) e un S. Martino in gloria (XVII sec.). Qui è sepolto Domenico Lazzarini (†1734), umanista e professore allo Studio patavino; nella chiesa fu battezzato Arrigo Boito (1842). In età moderna Sant’Andrea fu anche sede della fraglia dei pescivendoli con sepolcreto comune. Oggi è parrocchia prepositurale del vicariato della Cattedrale.