Connessione Letteraria #89

Dante Alighieri • Divina Commedia

Estratto Letterario

"Ed ecco un altro di quelli splendori
ver' me si fece, e 'l suo voler piacermi
significava nel chiarir di fori.
Li occhi di Bëatrice, ch'eran fermi
sovra me, come pria, di caro assenso
al mio disio certificato fermi.
"Deh, metti al mio voler tosto compenso,
beato spirto", dissi, "e fammi prova
ch'i' possa in te refletter quel ch'io penso!".
Onde la luce che m'era ancor nova,
del suo profondo, ond'ella pria cantava,
seguette come a cui di ben far giova:
"In quella parte de la terra prava
italica che siede tra Rïalto
e le fontane di Brenta e di Piava,
si leva un colle, e non surge molt'alto,
là onde scese già una facella
che fece a la contrada un grande assalto.
D'una radice nacqui e io ed ella:
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perché mi vinse il lume d'esta stella;
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte, e non mi noia;
che parria forse forte al vostro vulgo.
Di questa luculenta e cara gioia
del nostro cielo che più m'è propinqua,
grande fama rimase; e pria che moia,
questo centesimo anno ancor s'incinqua:
vedi se far si dee l'omo eccellente,
sì ch'altra vita la prima relinqua.
E ciò non pensa la turba presente
che Tagliamento e Adice richiude,
né per esser battuta ancor si pente;
ma tosto fia che Padova al palude
cangerà l'acqua che Vincenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
e dove Sile e Cagnan s'accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che già per lui carpir si fa la ragna.
Piangerà Feltro ancora la difalta
de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
sì, che per simil non s'entrò in malta.
Troppo sarebbe larga la bigoncia
che ricevesse il sangue ferrarese,
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,
che donerà questo prete cortese
per mostrarsi di parte; e cotai doni
conformi fieno al viver del paese.
Sù sono specchi, voi dicete Troni,
onde refulge a noi Dio giudicante;
sì che questi parlar ne paion buoni”.
Qui si tacette; e fecemi sembiante
che fosse ad altro volta, per la rota
in che si mise com'era davante. "

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Luogo di rammemorazione
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Autore

Nome: Dante Alighieri
Periodo: 1265-1321
Categoria: Duecento
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Opera

Titolo: Divina Commedia
Edizione: D. Alighieri, Commedia, con il commento di A. M. Chiavacci Leonardi, Milano, Mondadori, voll. 1-3
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Luogo

Nome: Loggia Amulea
Indirizzo: Prato della Valle, 102, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.39890903764307, 11.87497579665301
Descrizione:
La Loggia Amulea, un palazzo in stile neogotico situato in Prato della Valle, prende il nome dal cardinale Antonio da Mula, che aveva già utilizzato questo edificio come collegio per l'educazione dei giovani. In epoche precedenti, invece, l'edificio era utilizzato per ospitare la presenza di personalità importanti in occasioni di spettacoli, circhi e corse di cavalli. Distrutto da un incendio nel 1822, il palazzo fu fatto nuovamente erigere dal Comune di Padova nel 1860, su progetto dell'insegnere Eugenio Maestri, in stile neogotico e su modello degli edifici veneziani. Il palazzo è stato sede dei vigili del fuoco di Padova dal 1906 al 1989; attualmente ospita alcuni uffici comunali.
Sotto il porticato vi è la lapide in ricordo di Felice Cavallotti e del Generale Alfonso La Marmora e una dedica scritta dal poeta Gabriele D’ Annunzio alla città di Padova. Davanti al portico vi sono le statue create nel 1865 dello scultore Vincenzo Vela che raffigurano Dante Alighieri e Giotto.
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