Connessione Letteraria #348

Nathaniel Hawthorne • Rappacini's Daughter

Estratto Letterario

"Giovanni still found no better occupation than to look down into the garden beneath his window. From its appearance, he judged it to be one of those botanic gardens which were of earlier date in Padua than elsewhere in Italy or in the world. Or, not improbably, it might once have been the pleasure-place of an opulent family; for there was the ruin of a marble fountain in the centre, sculptured with rare art, but so wofully shattered that it was impossible to trace the original design from the chaos of remaining fragments. The water, however, continued to gush and sparkle into the sunbeams as cheerfully as ever. A little gurgling sound ascended to the young man’s window, and made him feel as if the fountain were an immortal spirit that sung its song unceasingly and without heeding the vicissitudes around it, while one century imbodied it in marble and another scattered the perishable garniture on the soil. All about the pool into which the water subsided grew various plants, that seemed to require a plentiful supply of moisture for the nourishment of gigantic leaves, and in some instances, flowers gorgeously magnificent. [...] Some were placed in urns, rich with old carving, and others in common garden pots; some crept serpent-like along the ground or climbed on high, using whatever means of ascent was offered them. One plant had wreathed itself round a statue of Vertumnus, which was thus quite veiled and shrouded in a drapery of hanging foliage, so happily arranged that it might have served a sculptor for a study."

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Autore

Nome: Nathaniel Hawthorne
Periodo: 1804-1864
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Rappacini's Daughter
Edizione: https://www.gutenberg.org/files/512/512-h/512-h.htm
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Luogo

Nome: Orto botanico
Indirizzo: Via Orto Botanico, 15, 35123 Padova PD
Coordinate: 45.399358470700726, 11.879877569881382
Descrizione:
L’Orto botanico di Padova è un unicum nel cuore della città, tra Prato della Valle e la Basilica del Santo: nato nel 1545 come “giardino dei semplici” per l’insegnamento delle piante medicinali, è riconosciuto dal 1997 Patrimonio Mondiale UNESCO e continua a svolgere la sua missione scientifica e didattica senza interruzione dal Cinquecento a oggi. Il suo impianto storico è uno dei motivi della celebrità: un perfetto cerchio con un grande quadrato inscritto, suddiviso da assi ortogonali secondo i punti cardinali. Al centro, la vasca e il “cerchio d’acqua” che avvolge il giardino alludono simbolicamente al mondo e all’oceano; nei secoli si sono aggiunti portali monumentali, balaustre e serre, ma la struttura rinascimentale è rimasta intatta. Dentro questo “hortus conclusus” si è stratificata una storia di botanica europea. Tra le piante-simbolo spicca la celebre “Palma di Goethe” (Chamaerops humilis), messa a dimora nel 1585 e custodita in un’ottagono vetrato: il 27 settembre 1786 Goethe la osservò qui, traendo spunti per la sua idea della metamorfosi delle piante poi pubblicata nel 1790. Nel XXI secolo il giardino si è ampliato verso sud con il Giardino della Biodiversità (2014), un complesso di grandi serre a basso impatto che quasi raddoppia l’estensione storica e ricrea cinque grandi biomi lungo un gradiente che va dalle foreste tropicali umide agli ambienti aridi. Il percorso espositivo ospita circa 1.300 specie e permette di “sentire” climi e vegetazioni del pianeta in sequenza continua. Accanto alla visita all’orto antico e alle serre, oggi si possono esplorare anche gli spazi della ricerca: l’Orto conserva un importante erbario e una biblioteca storica e, dal 2014, nuovi laboratori universitari; dal 2023 è aperto anche il Museo Botanico, che valorizza collezioni, tavole didattiche e la relazione storica fra botanica e medicina. Nel complesso il sito custodisce migliaia di specie viventi e un patrimonio documentario di primo piano.
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