Connessione Letteraria #273

Francesco Dall'Ongaro • Racconti

Estratto Letterario

"«D'una cosa — diceva ella — io poveretta avevo bisogno per non darmi alla disperazione: di sapermi non disprezzata, amata un poco da voi! Senza di questo la mia vita mi sarebbe parsa una notte perpetua, e non avrei saputo affrontarla. Ora che voi avete detto d'amarmi.... io sono contenta.... La vostra mano riposò nella mia, il mio cuore ha sentito il battito del vostro cuore: io posso ringraziare il Signore di un tal benefizio. Questo pensiero mi sarà sempre presente: questa rimembranza mi basterà. — Andate, caro Filippo, andate a Padova, date la vostra mano a quella d'una donna che unisca ai pregi dell'animo, quelli ancora del corpo. Dio vi guardi dallo stringere un vincolo di cui abbiate a pentirvi! Io ho pensato a questo nel monastero dove stetti un anno rinchiusa, e vi parlo per esperienza. Andate, Filippo, e se è possibile, senza ch'io vi rivegga. Ora io posso ancora darvi questo consiglio: più tardi forse non lo potrei. — Se sarete felice, pensate che una vostra parola bastò a far conoscere anche al mio cuore la felicità. Se sarete sventurato, ricordatevi che avete un'amica nella vostra — Francesca.»
Quando Filippo ricevette questa lettera, ne aveva già scritta un'altra al padre della fanciulla che gli era stata proposta — colla qual lettera, nella miglior maniera che seppe, procurò di svincolarsi da ogni trattativa ulteriore. Impostata questa, corse dalla Francesca, e le disse abbracciandola che il suo foglio gli era giunto un po' troppo tardi: che l'affare di Padova era già sciolto; ch'ella sola doveva essere la sua sposa. Aveva già fatto alcuni passi per avere un posto di direttore nella farmacia dove aveva fatto la pratica. Intanto pensava di recarsi a visitare la sua famiglia per ottenere l'assenso al suo matrimonio. Fra due mesi sarebbe di ritorno."

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Francesco Dall'Ongaro
Periodo: 1808-1873
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Racconti
Edizione: F. Dall’Ongaro, Racconti, Firenze, Le Monnier
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Luogo

Nome: Seminario Vescovile
Indirizzo: Via Seminario, 29, 35122 Padova PD
Coordinate: 45.40083993694987, 11.872618454397216
Descrizione:
Il Seminario vescovile di Padova nasce in età tridentina: il 17 agosto 1566, nel sinodo diocesano, si nominano i commissari “per il seminarium”; dopo i primi provvedimenti economici, il 29 dicembre 1569 vengono scelti i primi quaranta chierici con un praeceptor: è l’avvio effettivo del seminario patavino, fra i primi in Italia. La struttura iniziale, però, è ancora minuta (poche decine di ragazzi, fino ai 17 anni; gli studi teologici proseguono poi all’Università). La rifondazione avviene con Gregorio Barbarigo (vescovo dal 1664): nel 1669 acquista l’ex monastero di S. Maria in Vanzo, il 4 novembre 1670 inaugura il “nuovo” seminario (oltre ottanta/cento chierici) e il 4 novembre 1671 promulga le Regole sul modello borromaico; seguiranno la Ratio studiorum (1690) e un ordinamento che affianca a latino e teologia le lingue orientali (ebraico, siriaco, caldeo, arabo, turco, persiano), un unicum italiano per ampiezza e precocità. Il disegno formativo è esplicitamente “maggiore”: non solo disciplina e pietà, ma “dottrina” e competenze utili al ministero. A sostegno degli studi Barbarigo dota l’istituto di una Biblioteca e, soprattutto, della Tipografia del Seminario (1684), destinata a fornire manuali e testi (anche per le lingue orientali) e a divenire nei secoli XVIII–XIX una delle principali officine di stampa cittadine (“Tipi del Seminario”). La storia della stamperia è ricostruita nella classica monografia di Giuseppe Bellini (1938) e in materiali della Biblioteca Antica. Nel corso dell’Ottocento il Seminario consolida la propria funzione culturale: la Biblioteca Antica cresce anche grazie a donazioni e trasferimenti post-soppressione, e rimane un punto di riferimento per studiosi e clero; oggi la sezione antica conta 1.155 manoscritti, 387 incunaboli e circa 11.000 cinquecentine (dati di consistenza pubblici). La tipografia continua nel secolo a stampare testi scolastici, liturgici e opere di erudizione locali, segnando la vita libraria padovana. Il complesso attuale (via del Seminario 29, area del Torresino) riunisce Seminario Maggiore, Biblioteca Antica e realtà formative collegate; sul piano simbolico, l’istituto resta uno dei “luoghi-cerniera” tra cultura ecclesiastica e cultura cittadina.
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