Connessione Letteraria #184

Angelo Beolco (Ruzante) • La Piovana

Estratto Letterario

"No ve smaravegiè negun de vu, se a' sentirì favelare d'una lengua che no sea fiorentinesca; perché a' no he vogiù muar la mia laquela con neguna altra, che a' stemo cossì ben poerve agorare sanitè e dinari e zuogia e legreza con la mia lengua pavana grossa, con fara' un altro con una lenga moscheta sotile."

Note

Nel 1626, forse per il restauro della chiesa, la tomba di Ruzante fu distrutta e così la lapide che la sormontava. Oggi sulla parete destra di San Daniele si può vedere una riproduzione della lapide, con un bassorilievo che rappresentata il profilo di Ruzante.

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Angelo Beolco (Ruzante)
Periodo: 1496-1542
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: La Piovana
Edizione: Ruzante, La Piovana, in Id., Teatro, testo, traduzione a fronte e note a cura di L. Zorzi, Torino, Einaudi, pp. 883-1037
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Luogo

Nome: Chiesa di San Daniele
Indirizzo: Via Umberto I, 85, 35122 Padova PD
Coordinate: 45.40101117219093, 11.876035433438881
Descrizione:
La Chiesa di S. Daniele venne fondata nel 1076 dal Vescovo di Padova Olderico, a seguito di un voto: si narra che mentre le sacre reliquie di S. Daniele passavano per questa via per essere spostate dalla Basilica di Santa Giustina alla cripta della Cattedrale, esse si fecero pesanti, il cielo si oscurò e scoppiò una tempesta, dunque il vescovo dovette fare il voto di costruire in quel luogo una Chiesa dedicata al martire protettore della città.
La Chiesa subì vari rimaneggiamenti, il più importante dei quali risale all’Ottocento: la Chiesa venne sopraelevata di due metri e l’abside decorato in stile neoromanico.

Curiosità:
Nella sera del 13 gennaio 1736, al cappellano della Chiesa, don Giobba Grassi, capitò alla porta un uomo e una donna di Brescia - entrambi mascherati - che intendevano sposarsi subito; il matrimonio non si celebrò e nacquero chiacchiere che durarono per mesi. Si scoprì poi che l’uomo era uno studente dello Studio patavino che abbandonò la fidanzata Cecilia, che abitava nella contrada, subito dopo che il matrimonio venne loro negato.
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