Arrigo Boito

1842-1918 • Ottocento

Informazioni Biografiche

Arrigo Boito
1842-1918
Ottocento
Nato a Padova il 24 febbraio 1842 da Silvestro Boito e dalla contessa polacca Giuseppina Radoli?ska, studiò al Conservatorio di Milano (1853-61) con Alberto Mazzucato; nel 1861 ottenne una borsa per perfezionarsi a Parigi, dove conobbe Rossini, Berlioz e Verdi. Per quest’ultimo scrisse il testo dell’Inno delle nazioni (Londra, 24 maggio 1862). Tornato in Italia, fu tra i protagonisti della Scapigliatura milanese anche come poeta (poi raccolto nel Libro dei versi, 1877). Come compositore, realizzò l’opera Mefistofele (La Scala, 5 marzo 1868; grande fiasco alla prima, rielaborata ebbe successo a Bologna, 10 aprile 1875) e lavorò per decenni a Nerone, rappresentato postumo alla Scala il 1° maggio 1924 in versione completata da Vincenzo Tommasini e Antonio Smareglia sotto la supervisione e con la direzione di Arturo Toscanini. È però ricordato soprattutto come librettista: scrisse Amleto per Franco Faccio (Genova, 1865), rifuse il Simon Boccanegra (1881) e fornì a Verdi i libretti di Otello (1887) e Falstaff (1893). Con lo pseudonimo anagrammatico Tobia Gorrio firmò, fra gli altri, la Gioconda di Amilcare Ponchielli (1876). Negli anni Sessanta fu volontario garibaldino; nel 1890-91 resse ad interim il Conservatorio di Parma (per l’amico Faccio malato), nel 1912 fu nominato senatore del Regno. Intensa e documentata la relazione con Eleonora Duse (soprattutto 1887-98). Morì a Milano nel 1918.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/arrigo-boito_(Dizionario-Biografico)/

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