Giovan Giorgio Trissino nacque a Vicenza l'8 luglio 1478 da una famiglia nobile vicentina, il padre al servizio della Serenissima e la madre appartenente alla nobiltà veronese. Trissino ricevette un’educazione raffinata, destinata a condurlo ben oltre i confini locali. Dopo studi umanistici a Milano, visse tra l’Italia centrale e settentrionale: a Ferrara si avvicinò alla corte di Isabella d’Este, stringendo amicizia con intellettuali come Ariosto e Speroni. A Roma, sotto il pontificato di Leone?X, scrisse e pubblicò la sua celebre tragedia Sofonisba (1514–15, ed. 1524), riconosciuta come la prima tragedia regolare italiana secondo i canoni aristotelici. Questo successo coincise con la promozione di un ambizioso programma teorico che mirava a riformare la lingua e la poesia italiana: nel 1524 pubblicò un trattato ortografico (Epistola sulle lettere), seguito, nel 1529, da un nutrito corpus di testi tra cui Il castellano, la Poetica, le Rime e una traduzione del De vulgari eloquentia di Dante, riscoperto a Padova. Criticò il petrarchismo di Pietro Bembo, proponendo una lingua “illustre” e pluriregionale, radicata in Dante e Omero e non solo nel toscano. Negli anni successivi, Trissino pubblicò il poema epico L’Italia liberata dai Goti (1547–48), primo poema epico moderno su modelli classici, e la commedia I Simillimi (1548), tra le primissime del genere in lingua italiana. Parallelamente alla sua attività letteraria, brillò per la raffinata diplomazia alla corte papale e, dopo il suo rientro a Vicenza, assunse importanti ruoli civili, contribuendo anche alla formazione di Andrea Palladio, ospitandolo nella sua villa di Cricoli. Morì a Roma l'8 dicembre 1550. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/giovan-giorgio-trissino_%28Dizionario-Biografico%29/