Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia l’8 settembre 1474. In seguito agli eventi bellici del periodo, la famiglia si trasferì a Ferrara nel 1482, città dove Ludovico avrebbe trascorso gran parte della vita. Fin dalla giovinezza seguì studi giuridici, senza tuttavia perder l’interesse per la letteratura: già a nove anni scrisse e rappresentò la Tragedia di Tisbe, ispirata all'opera di Ovidio. Successivamente frequentò la corte estense, dapprima al servizio del cardinale Ippolito d’Este e poi, dalla fine del XV secolo, del duca Alfonso I. Sul versante teatrale, Ariosto fu tra gli iniziatori della commedia regolare in volgare: con le prime opere teatrali Cassaria (1508) e I Suppositi (1509), ispirate al teatro latino di Plauto e Terenzio, contribuì a dare nuova linfa alla scena comica rinascimentale. Il suo capolavoro è il poema epico cavalleresco Orlando furioso (prima edizione nel 1516), che prosegue idealmente l’Orlando innamorato di Boiardo. Questo poema, considerato uno dei vertici della letteratura rinascimentale, ebbe enorme fortuna e larga diffusione in Europa. Ricoprì anche incarichi amministrativi e diplomatici per la corte estense: nel 1522 fu nominato governatore della Garfagnana, una carica che gli causò sia responsabilità pratiche sia un senso di frustrazione per la lontananza dalla sua vita intellettuale a Ferrara. Nel frattempo, continuò a rielaborare e ampliare l’Orlando furioso, arrivando alla redazione definitiva intorno al 1532. Dopo una malattia che lo tenne immobile per mesi, Ariosto morì a Ferrara il 6 luglio 1533. Per quanto riguarda il legame con Padova, Ariosto vi si reca più volte per accompagnare il duca Alfonso I d’Este, a partire dal 1518, e qui ha frequenti incontri con l’amico Pietro Bembo. Inoltre, presso l’Università di Padova, dal 1531, compie gli studi giuridici suo figlio Virginio, seguito con attenzione dal padre che gli fa visita più volte. La città di Padova, come fonte di dottrina e di paideia, compare anche tra le sue Satire. Nel settembre del 1531, inoltre, Ludovico cade ammalato ai Bagni d’Abano, dove era in missione, e viene trasportato a Padova in casa di Guasparro Obizzi dove è curato con grande cura. Molto forti, infine, sono i legami culturali con Padova, dovuti all’attività teatrale di Ludovico come direttore di scena estense: per il carnevale del 1532 dirige a Ferrara sia le recite della sua Lena che quelle di una imprecisata commedia ruzantiana, messa in scena da una compagnia di teatranti padovani. Il caso non è isolato poiché risultano molto intensi i contatti tra Ludovico e il mondo del teatro patavino ruotante attorno a Ruzante. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/ludovico-ariosto_(Dizionario-Biografico)/; https://www.internetculturale.it/directories/ViaggiNelTesto/ariosto/a8.html