B. Guarini, Rime, in Opere di Battista Guarini, a cura di M. Guglielminetti, Torino, UTET, pp. 189-318.
1971
1598
Guarini diede alle stampe il suo volume di rime a Venezia nel 1598. Prima della silloge autonoma, le rime di Guarini circolarono in raccolte accademiche: la sua presenza nella silloge degli Eterei di Padova (1567) è tra le più cospicue e segnala da subito il suo peso nella sperimentazione petrarchesca veneta. La sua è una lirica petrarchesca di corte, limata sul piano della dizione e predisposta alla “musicalità” breve del madrigale. Proprio i madrigali guariniani diventarono repertorio privilegiato per i compositori ferraresi: le raccolte di Luzzasco Luzzaschi assegnano ai testi di Guarini un ruolo di primissimo piano, in un circuito che coinvolge anche altri maestri presenti alla corte estense (fra cui Claudio Monteverdi e Giaches de Wert). Le Rime fissano il “versante lirico” dell’autore del Pastor fido e, soprattutto, alimentano la tradizione madrigalistica di fine Cinquecento-primo Seicento.
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
137
Parla della sua cruda donna alle colline di Padova (XLII)
Che fa, ditel cortesi Euganei, quella che del mio lungo pianto ancor si ride? È forse ver che nel suo petto annide l'usata asprezza e sia d'...
N/A
180
Partendo dalle contrade di Padova (XLIII)
Pregato avessi un cor di tigre o d'orsa, mentre tra voi mi vissi, Euganei colli, prima che gli occhi ogn'or dolenti e molli portar per lei ch...
N/A
181
Navigando la Brenta (XLIV)
Ecco i' lascio, madonna, il vostro cielo, altrui sereno, a me torbido, oscuro, né so ben dir qual sia più freddo e duro, o del cor vostro o...