I. Paccagnella, Le macaronee padovane, Padova, Antenore, pp. 114-133
1979
1490
La Macaronea di Tifi Odasi è un poemetto in esametri macaronici, incompiuto (circa 700 versi), composto a Padova negli anni 1484-1490 ca.; la prima stampa è collocata dagli studiosi attorno al 1490 (altri la vogliono “poco dopo” la morte dell’autore nel 1492). È tra i testi fondativi del latino macaronico. Il proemio presenta tre complici della macaronea secta (goliardi padovani) che ordiscono una beffa. Lo speziale Tomeo (identificato con lo speziale del Duomo) vuole liberare una sua casa “infestata” e si rivolge al presunto negromante Cusinus (il cugino di Tifi, Giampietro degli Odasi, speziale alla Luna d’oro). Si prepara un rito – e una oca farcita per la cena – ma Tifi s’accorda con il medico Bertipaglia e il pittore Canciano: Bertipaglia irrompe travestito da diavolo, scoppia il panico, arrivano gli sbirri (chiamati da Tifi) e si portano via tutti… oca compresa. Il racconto si tronca prima dell’esito, ancora nella fase dei preparativi. Il macaronico di Tifi rispetta la metrica e molta grammatica latina, ma è corroso da innesti dialettali (pavano/veneto, lessico pratico e “basso”): l’effetto è parodico-grottesco, con insistita comicità oscena e scatologica. Nel proemio Tifi programma la “nuova grammatica” e il gioco trasgressivo; l’opera attacca pedanterie di dottori, studenti e praticoni, tipiche dei circoli para-universitari padovani. La satira nasce infatti dentro lo Studio di Padova: molti personaggi rimandano a figure riconoscibili; l'incipit accredita come “coautori” Leonico (Nicolò Leonico Tomeo) e Parenzo (Domizio Parenzo), ma il loro apporto è ritenuto quasi nullo.
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151
Un cuoco speciale (vv. 44-47)
Est unus in Padua notus speciale cusinus in macaronea princeps bonus atque magister: discalcis pedibus propter magnare polentam per fangum et...
C'è a Padova un famoso cuoco speciale, principe e buon maestro nella maccheronea: a piedi scalzi, per mangiare la polenta, camminava attraverso fango...