B. Brecht, Leben des Galilei. Schauspiel, Suhrkamp, BasisBibliothek
1998
1938
Vita di Galileo (Leben des Galilei) è uno dei testi centrali del “teatro epico” di Brecht: mette in scena la vicenda di Galileo come dramma della conoscenza e, insieme, come parabola sulla responsabilità sociale dello scienziato. Il conflitto attraversa tutto il testo: osservazione ed esperienza contro autorità (ecclesiastica, politica, commerciale), verità contro opportunità, ricerca contro potere. L'opera nasce nel 1938–39 (prima versione in tedesco), debutta in tedesco a Zurigo nel 1943; tra il 1945 e il 1947 Brecht ne appronta con Charles Laughton una seconda versione in inglese a Los Angeles; a metà anni Cinquanta prepara una terza versione che confluisce negli allestimenti del Berliner Ensemble (1957). Cruciale la riscrittura post-Hiroshima: il tono si fa più cupo rispetto all’ottimismo della conoscenza delle prime stesure, perché la scienza mostra anche il suo potenziale distruttivo. L’apertura è a Padova (1609): Galileo, professore di matematica, discute di salario con il procuratore dell’Università, replica il cannocchiale olandese e lo offre ai Signori di Venezia (ricerca che deve rendere e trovare protezioni). I quadri successivi spostano l’azione a Venezia, Firenze e Roma, fino al processo e alla abiura davanti all’Inquisizione; da qui la vecchiaia in domicilio coatto, con la scrittura clandestina delle ricerche (affidata all’allievo Andrea perché le porti all’estero). La sequenza non è “agiografica”: la macchina scenica insiste sull’esposizione pubblica del sapere (dimostrazioni, corte, accademie) e sull’intreccio tra curiosità scientifica e interessi economico-politici. Nella prospettiva brechtiana, Galileo non è un martire puro né un “eroe”: è un uomo contraddittorio, geniale e insieme vulnerabile, che abiura per salvarsi. La celebre battuta «Infelice il paese che ha bisogno di eroi» (scena finale con Andrea) rovescia l’attesa eroica: Brecht chiede non il culto dell’eroe ma istituzioni e prassi collettive in grado di reggere la verità senza sacrificarla. Vita di Galileo non è solo un “processo” alla Chiesa del Seicento: è un’indagine sul patto tra scienza e società. Dalla ricaduta pubblica delle scoperte (utilità, profitto, rischio) alla pressione del potere sulle verità scomode, il testo chiede che cosa dobbiamo agli altri quando produciamo conoscenza. Per Brecht, il fallimento di Galileo non cancella la grandezza della scienza, ma costringe a inventare forme (etiche e istituzionali) che la rendano responsabile. Traduzione: B. Brecht, Vita di Galileo, traduzione a cura di E. Castellani, Torino, Einaudi, 1970.
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La luce della scienza
In dem Jahr sechzehnhundertundneun Schien das Licht des Wissens hell Zu Padua aus einem kleinen Haus. Galileo Galilei rechnete aus: Die So...
Nell'anno mille seicentonove splendé chiara la luce della scienza in una piccola casa di Padova. Galileo Galilei accertò coi suoi calcoli