Tragedia in cinque atti, ambientata a Padova nella seconda metà del Cinquecento, il testo fu scritto da Oscar Wilde tra gennaio–marzo 1883 a Parigi per Mary Anderson e rimase nel cassetto dopo il rifiuto dell’attrice. Andò in scena solo più tardi, a New York, Broadway Theatre, il 26 gennaio 1891, con il titolo Guido Ferranti, per tre settimane di repliche; la ricezione fu dignitosa ma non risolutiva e la pièce è stata raramente ripresa. Wilde costruisce Padova come architettura drammaturgica del potere: il percorso scenico va dalla piazza del mercato alla sala del tribunale fino al carcere, segnando la conversione dello spazio urbano in meccanismo morale (vendetta–giustizia–punizione). Il giovane Guido Ferranti giunge a Padova richiamato dal conte Moranzone, che gli rivela l’assassinio del padre per mano del duca Simone Gesso e lo vincola alla vendetta. Guido s’innamora però della duchessa Beatrice; deciso a risparmiare il duca, vuole solo lasciare un pugnale sul suo capezzale come monito. Beatrice interviene e uccide lei stessa il duca per liberarsi e unirsi a Guido. Inorridito, Guido la respinge; la duchessa, nel panico, accusa Guido dell’omicidio. Al processo, per proteggerla, Guido si autoaccusa ed è condannato. Nel carcere, Beatrice beve il veleno e muore tra le braccia di Guido; Guido si uccide col pugnale di lei. La tragedia intreccia amore e vendetta in chiave shakespeariana/jacobea, con Padova come macchina della giustizia che stringe i personaggi. Rispetto ai modelli italiani coevi (Hugo), l’accento è meno politico e più morale/sentimentale; la “città” resta tuttavia centrale come cornice coercitiva che porta a compimento il destino dei protagonisti.
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La scena di Padova (I, I)
The Market Place of Padua at noon; in the background is the great Cathedral of Padua; the architecture is Romanesque, and wrought in black and white m...
La piazza del mercato di Padova a mezzogiorno; sullo sfondo si staglia la grande Cattedrale di Padova; l’architettura è romanica, lavorata in marmi...