Elettra

Lirica • Prima edizione: 1904

Dettagli Opera

Elettra
Lirica
G. D'Annunzio, Elettra, in Id., Versi d'amore e di gloria, vol. II, a cura di A. Andreoli e N. Lorenzini, Milano, Mondadori, pp. 253-409
1984
1904
Elettra è il secondo libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi; nel progetto delle Laudi (sette libri intitolati alle Pleiadi, poi realizzati in cinque) Elettra appartiene al nucleo “classico” del 1903, tra Maia e Alcyone. A differenza di queste, nate con un disegno unitario, Elettra ricompone molte liriche già apparse in rivista in occasione di celebrazioni civili o artistiche: il libro prende così forma come “lode agli eroi” (dell’arte, del pensiero, della patria) nel passaggio dall’“Imaginifico” al Vate. Il filo rosso è la figura dell’Eroe (Dante come “eroe primo”, Garibaldi nella lunga Notte di Caprera, i Bronzetti, i marinai d’Italia caduti in Cina; sul versante artistico Verdi, Bellini, Victor Hugo, perfino Nietzsche come nume problematico). Una sezione intermedia di inni funebri (Canti della morte e della gloria) salda culto degli eroi e lutto civile. La chiusura proietta il libro in chiave nazionale-profetica. Le città del silenzio rappresentano l’ultima parte, è la sequenza delle venticinque “città del silenzio” (sonetti composti e pubblicati tra 1899 e 1903): città d’arte italiane del Centro-Nord, evocate nel silenzio del presente come memoria di grandezza e attesa di rinascita. Tra esse Padova, con un sonetto che convoca Giotto, Mantegna, il Gattamelata e un “prato” ombroso che allude a Prato della Valle. Elettra tiene insieme ode civile e culto dell’arte, con una retorica dell’energia che sfocia nell’augurio nazionale (il lessico dell’eroe, la vittoria alata, l’“Italia eletta”) e una semantica del silenzio come coppia “ricordanza/aspettazione”: memoria operosa del passato e desiderio del futuro. In questa chiave, le città non sono “quadri” ma templi della tradizione e serbatoi di virtù.

Testi Associati

ID Titolazione Estratto Estratto Originale Traduzione Azioni
272 Padova - città del silenzio Non alla solitudine scrovegna,
o Padova, in quel bianco april felice
venni cercando l’arte beatrice
di Giotto che gli spiriti disegna;
n...
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