A. Fogazzaro, Idillii spezzati. Racconti brevi, Milano, Baldini e Castoldi, pp. 83-100
1902
1902
Uscita a Milano per Baldini & Castoldi tra 1901 e 1902, la raccolta Idilii spezzati riunisce una sequenza di racconti brevi eterogenei per tempi e toni ma coerenti nell’impianto morale e nel taglio realistico. Nel panorama fogazzariano, la raccolta testimonia il versante “minore” ma rigoroso della prosa: scene borghesi, oggetti-emblema (crocifisso, orologio, lira…), comico di costume e scrupolo psicologico convergono per mostrare come l’“idillio” domestico si incrini sotto la prova del tempo, del denaro, della reputazione. Il racconto L’orologio di Lisa è ambientato tra Battaglia e Padova, segue un narratore-creditore che nel 1877 ottiene il sequestro dei beni dei decaduti Vicarelli; la pratica è inceppata dal sedicente “dottor” Angelo Molesin di Padova, che moltiplica carte, promesse e un compratore fantasma (“Zonca”). L’inchiesta porta il narratore a Padova, dove si muove fra Tribunale, caffè Socrate, Santa Sofia e fuori Porta Codalunga fino allo smascheramento, nello “studio” domestico di Molesin. Il culmine coincide con il gesto della figlia, Lisa, che si strappa dal petto la cipolletta d’argento e la infrange: allegoria del tempo e della fiducia spezzati, nonché condanna morale del padre. Padova non è semplice sfondo: è dispositivo realistico (uffici, caffè, percorsi cittadini) e rete sociale che rende verosimile la “truffa di carta” e scandisce tempi, appuntamenti, movimenti dell’intreccio.
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"Fuori Porta Codalunga"
Qui il facondo uomo mi spiegava in sei pagine come i Vicarelli stessero negoziando un mutuo di diciottomila lire con la Banca Popolare di Treviso e la...