Leila

Romanzo • Prima edizione: 1910

Dettagli Opera

Leila
Romanzo
A. Fogazzaro, Leila, Milano, Baldini e Castoldi
1911
1910
Pubblicato nel 1910, Leila è l’ultimo romanzo di Antonio Fogazzaro e la conclusione della vicenda maironiana iniziata con Piccolo mondo antico, proseguita con Piccolo mondo moderno e Il santo. Dopo le polemiche sul modernismo, Fogazzaro vi attenua la dimensione programmatica e riporta l’asse narrativo su una commedia di costume morale, dove il conflitto teologico lascia spazio alla prassi della carità e a un ritorno a una Chiesa “degli umili”. Nonostante il profilo più conciliante, anche Leila fu messo all’Indice e guardato con sospetto dai modernisti. Il romanzo si muove tra Val d’Astico (la “Montanina” e le località circostanti) e città venete/lombarde richiamate per provenienze, pellegrinaggi e studi (in particolare Padova, patria di Lelia e città degli studi di Andrea Trento e Massimo Alberti); l’incipit insiste sui treni e sul paesaggio vallivo come diapason emotivo del racconto. Il protagonista è Massimo Alberti, giovane medico in formazione e discepolo del “Santo” Piero/Benedetto Maironi; la coprotagonista è Lelia Camin, figura nervosa e intelligente, segnata da scetticismi e puntigli affettivi. Attorno a loro si muovono il vecchio Marcello Trento (padre di Andrea, amico di Massimo), il curato don Aurelio (polo morale del libro), una folla di tipi comico-provinciali del mondo ecclesiastico e borghese. Leila è, nella formula di molta critica, un “romanzo di (possibile) matrimonio”: non ostacolato da tragedie storiche, ma dalle ombrose suscettibilità dei protagonisti e dal piccolo teatro sociale che li circonda. Nella villa di Montanina, Massimo s’innamora di Lelia e ne corteggia la fiducia tra incertezze, gelosie e frizioni. A fare da contrappunto sono i discorsi morali di don Aurelio, la rete domestica di Lelia (il padre Girolamo “sior Momi” e la governante), e un ambiente che spinge ora verso l’ostentazione devota, ora verso un’etica più sobria e operosa. Dopo esitazioni e fraintendimenti, la ricomposizione affettiva prevale: il romanzo chiude il ciclo maironiano trasponendo l’energia riformatrice dal terreno della dottrina a quello dei gesti caritatevoli e della disciplina interiore.

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