Faust

Dramma • Prima edizione: 1808 / 1832

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Faust
Dramma
J, W. Goethe, Faust, Introduzione, traduzione con testo a fronte e note a cura di F. Fortini, Milano, Mondadori
1980
1808 / 1832
Il Faust è il grande dramma in versi di Goethe, in due parti: la Parte I esce nel 1808, la Parte II viene completata nel 1831 e pubblicata postuma nel 1832. È spesso considerato il capolavoro di Goethe e una vetta della letteratura tedesca. Prima della Parte I circolano una redazione giovanile (il cosiddetto Urfaust, anni 1772-75) e Faust. Ein Fragment (1790). Nel Prologo, Mefistofele scommette con il Signore di poter sviare Faust. La Parte I racconta la disperazione dello studioso, il patto con Mefistofele e la tragedia di Gretchen (seduzione, infanticidio, condanna). Nel finale una “voce dall’alto” annuncia che Gretchen è salva, prefigurando il tema della redenzione. La Parte II sposta il baricentro: Faust entra alla corte dell’Imperatore, attraversa paesaggi allegorici e classici, fino all’ultimo grande progetto di bonifica e al congedo ultraterreno, in cui la sua tensione incessante viene accolta nella sfera della grazia. Goethe fonde qui riflessione storico-politica e mito classico in una “poetica fantasmagoria” che copre millenni. Il cuore filosofico del dramma è l’idea del “tendere” (Streben): Faust sbaglia, cade, ma non smette di cercare forma e senso; alla fine viene purificato/salvato per questa tensione, non per merito dottrinale. La Parte I ha l’immediatezza di una tragedia intima (Gretchen); la Parte II elabora il paradigma classico maturato da Goethe fra Italia e Weimar (misura, forma, mito) e lo applica al “mondo grande” (politica, economia, tecnica, storia). Mefistofele non è solo “il diavolo tentatore”: incarna il principio del negare, della prova, della disillusione ironica che costringe Faust a misurarsi con i limiti. L’esito (salvezza vs. dannazione) è deciso nel quadro teologico del Prologo in cielo, dove il movimento vitale dell’uomo conta più dell’immobilità morale. Goethe lavora al Faust per tutta la vita, alternando lunghe pause a riprese radicali. Faust tiene insieme antico e moderno: dalla tragedia d’amore alla critica dell’economia simbolica, dal mito greco alla costruzione tecnica del paesaggio. È un poema di formazione dell’età moderna in cui l’io, pur tra colpe e fallimenti, è giudicato per la qualità del suo sforzo. Non è un semplice “dramma del patto col diavolo”: è la biografia spirituale dell’agire europeo.

Testi Associati

ID Titolazione Estratto Estratto Originale Traduzione Azioni
217 Mefistofele e Marta (vv. 2917-2931) Marthe:
Ist tot? das treue Herz! O weh!
Mein Mann ist tot! Ach, ich vergeh!
Margarete:
Ach, liebe Frau, verzweifelt nicht!
Marta:
Morto? Quell'angelo di fedeltà! Ahimè!
È morto mio marito! Ah, svengo!
Margherita:
Signora cara, non si disperi!