Il Parnaso

Poema • Prima edizione: 1647-1648

Dettagli Opera

Il Parnaso
Poema
F. Croce, Carlo de’ Dottori, Firenze, La Nuova Italia
1957
1647-1648
Il Parnaso è un poemetto satirico in otto canti in ottava rima, composto verosimilmente tra il 1647 e il 1648 (terminus ante quem: 1651). Nasce come celebrazione scherzosa della “fraglia dei padrani” (circolo di letterati e buontemponi padovani che si riuniva nel canovino di Girolamo Sanguinacci, in via S. Biagio), e si alimenta di aneddoti e satire “di città”. Tra i personaggi compaiono Pio Enea II degli Obizzi, Sertorio Orsato, Alessandro Zacco e altri amici del poeta. Il testo prosegue la vena satirica già avviata con La prigione e fotografa la società urbana patavina del tempo. Il poemetto allarga lo sguardo dalla brigata dei Padrani ai “mali” civici della città. Tra i bersagli ricorrenti la violenza dei “bravi” e il degrado della convivenza civile. Il titolo e l’impianto rimandano alla tradizione “parnasiana”: un Parnaso allegorico retto da Apollo come spazio di giudizio sui costumi contemporanei, secondo l'uso di un topos allora diffuso.

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ID Titolazione Estratto Estratto Originale Traduzione Azioni
193 La Fraglia dei Padrani Fra noi Fortuna non si stima un fico,
fra noi la Lite è un mal inusitato,
e, mentre gli altri fanno questïone,
noi tagliamo le polpe d’un...
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194 Contro i bravi di Padova Signor, tutto comporto, ma quei bravi,
ma quei bravi patir non li poss’io.
Per la memoria di quel pregio antico
quand’ebbi il mio Carrocc...
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