F. Croce, Carlo de’ Dottori, Firenze, La Nuova Italia
1957
1643
Il testo nasce dall’esperienza carceraria di Dottori (da marzo a luglio 1641), quando fu incarcerato a Venezia con l’accusa di aver scritto un libello diffamatorio contro alcune personalità della vita cittadina, comparso nella Sala della Ragione; l’episodio, da cui fu poi prosciolto, è rielaborato in chiave autobiografica nel poemetto composto intorno al 1643. Il poemetto è in ottava rima ed è suddiviso in otto canti.
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
190
Un mondo chiuso
[A Padova] Ogni detto, ogni fatto vi si nota, v’è cui spiace il tuo volto, il tuo vestito, se barbuta o se rasa altri ha la gola o se â...