C. de' Dottori, L'Asino, a cura di A. Daniele, Roma-Bari, Laterza
1987
1652
L’asino di Carlo de’ Dottori (1652) è un poema eroicomico in dieci canti, pubblicato con l’anagramma d’autore Iroldo Crotta e corredato dagli “argomenti” di Alessandro Zacco e dalle “annotazioni” dell’erudito Sertorio Orsato. È scritto nella tradizione dell’ottava rima, a scopi parodici. Il nucleo narrativo rielabora, con gusto satirico, le contese medievali tra Padova e Vicenza: l’innesco farsesco è il furto di un gonfalone vicentino che porta ricamato l’emblema di un asino. Come in tutta la linea eroicomica secentesca, l’alto stile dell’epica viene applicato a una causa minima, smascherando vanità civiche, spirito di parte e tic retorici delle élite. Sul piano formale il poema alterna cataloghi burleschi, comparazioni iperboliche e vivace teatro di toponimi e personaggi locali, intrecciando cronaca municipale e travestimento letterario: l’alto (lessico epico, invocazioni, digressioni) e il basso (motivi quotidiani, realismi comici) si specchiano per mettere alla berlina la retorica del potere.
Testi Associati
ID
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Estratto Originale
Traduzione
Azioni
192
La contesa tra Padovani e Vicentini (I 1)
Io vo’ cantar le guerre e le ruine, che seguiro in Italia al tempo antico fra l’armi padovane e vicentine, per cosa poi che non valeva un...