Invenzione scenica per torneo • Prima edizione: 1638
Dettagli Opera
L'Ermiona
Invenzione scenica per torneo
P. E. II degli Obizzi, L’Ermiona, descritta da Nicolò Enea Bartolini, Padova, Paolo Frambotto
1638
1638
L’Ermiona è un’opera-torneo, ossia un’introduzione in musica a un torneo a piedi e a cavallo (con balletto conclusivo) rappresentata a Padova nel 1636 in uno spazio ligneo appositamente costruito (lo “Stallone” in area Prato della Valle). L’argomento mitologico è articolato in tre parti, Il ratto d’Europa, Gli errori di Cadmo, Gli imenei. La platea fu descritta come molto mista (cittadini, “signori scolari”, nobili forestieri, rettori e patrizi veneti), segno di una fruizione urbana non più solo di corte. Per le sue vistose differenze rispetto alle precedenti rappresentazioni con musica in città, Cristoforo Ivanovich collocò l’Ermiona alle origini del teatro d’opera veneziano. Non a caso, l’anno dopo alcuni dei protagonisti dell’Ermiona furono impegnati a Venezia nell’Andromeda (1637) di Manelli e Ferrari, spesso indicata come avvio delle recite d’opera “a pagamento”. L’Ermiona dunque sperimenta in ambiente padovano l’innesto di poesia, musica, scenotecnica e torneo, anticipando la stagione impresariale e operistica e contribuendo a fissare luoghi e pratiche della nuova spettacolarità.
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
173
Giove desidera rapire Europa (II, I)
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174
Un insolito contento (III, I)
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