Connessione Letteraria #86

Rolandino da Padova • Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane

Estratto Letterario

"Sicque die quadam, scilicet quinta die februario exeunte eiusdem anni Domini MCCXXXVII, mota generaliter tota gente partis imperatoris de Monte silice, attemptaverunt venire quasi per violenciam ad Paduam occupandam. Dicebatur enim quosdam iurasse, quamvis secreto, quod darent introitum parti imperatoris et Ecelino et nominatim quod portam pontis Molendinorum ipsi venientibus aperirent contra voluntatem palendinorum ipsi venientibus aperirent contra voluntatem paduani populi et communis. Set memorandum vigorem fecit populus paduanus eadem die. Nam cum dicta gens hostilis iam usque ad Mandriam magnifice et hostiliter devenisset, ipse populus paduanus cum lanceis, ensibus, walengis acutis et clipeis et omni armorum genere, pro patria defendenda, viriliter et multum laudabiliter exiverunt obviam inimicis cursu vellocissimo et audaci usque ad locum illum, ubi dicitur ad Stangatum. Et sic hoster in illa die, proposito suo vacui, ad Montem silicem redierunt. Felix equidem communitas paduana, si vel in talis vigoris proposito perstitisset in posterum, vel si forsitan inimicus eadem hora fortunam suam pocius commisisset in armis; vix enim illic poterat tantus sanguis effluere, strata quamvis utraque parte, quantus postmodum non suffecit ad saciandam ardentem sitim cruoris insaciabili basilisco usque ad finem mortis. "

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Autore

Nome: Rolandino da Padova
Periodo: 1200-1276
Categoria: Duecento
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Opera

Titolo: Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane
Edizione: Rolandino, Vita e morte di Ezzelino da Romano. (Cronaca), a cura di F. Fiorese, Fondazione Lorenzo Valla, Mondadori
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Luogo

Nome: Porta di Ponte Molino
Indirizzo: Vicolo Ponte Molino, 13, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.41140373460366, 11.873756468027603
Descrizione:
Porta Molino o Porta dei Molini era il principale dei quattro accessi (insieme a Torricelle, Altinate e S. Giovanni), detti regales, della cinta muraria medievale della città, innalzata nel 1195 e completata nel 1210. Alta quasi 26 metri ed eretta in pietra e cotto nel XIII secolo, si collega all'antico ponte romano a cinque arcate (restaurato e ricostruito nel 1830) sul ramo del Bacchiglione chiamato Tronco Maestro e fu pensata come accesso solenne alla Stra' Regia o Stra' Maggiore (oggi via Dante), il cardo massimo urbano, la via più importante di Padova. Il torrione si innalza esteriormente su una sorta di arco trionfale romanico in pietra, mentre all'interno si succedono due arcate (la più ampia e suggestiva è a sesto acuto) che permettevano di azionare le macchine di difesa, tra cui i grandi battenti incardinati negli alloggiamenti in pietra ancora visibili. Accostata alla facciata interna, sulla sinistra, si ha la costruzione dell'accesso barocco al torrione superiore, risalente al XVII secolo. Porta e ponte derivano il loro nome dai 33 mulini che si trovavano a valle del ponte e funzionarono fino al 1884: la più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella Chiesa del Carmine, sul paliotto dell'altare dei Mugnai. Alla fine dell'Ottocento la parte superiore della porta fu utilizzata come vasca d'accumulo per la prima rete di distribuzione dell'acqua potabile in città. Secondo una lapide di Carlo Leoni, Galileo Galilei, nel suo periodo padovano, avrebbe utilizzato la porta come osservatorio astronomico, ma si tratta con ogni probabilità di una falsa informazione.
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