Connessione Letteraria #333

Andrea Zanzotto • Erratici

Estratto Letterario

"Nell'aura del Magno studio Patavino
Ah i tempi dolcissimi di Veronica
così fedele nel venirmi incontro
quando sbarcavo da sconquassati
e schiccherati treni valligiani
per vederla – e lasciare
che in un bar le nostre mani
si parlassero come sottovoce...
Affrontavo il gelo atroce
dei dieci gradi sotto zero,
tutto acceso di quel pensiero,
né mi pareva la mia, violazione
delle “regole sagge e buone”:
io cercavo affetto e nient’altro
e mi bastava averne un po’:
valeva più un suo bacio lieve
che cento graffi di ghiaccio e neve;
era un affetto o era un amore
che più grande non si può?
Non posso dirvelo, no.
E quando picchiava il solleone
chi veniva alla stazione
a prelevarmi, facendosi schermo
dalla vampa dei +33
con quelle sue mani soavi e davvero "d'alabastro";
chi sfidava il ringhioso astro
per puro affetto, per me?
Proseguiva il nostro, dialogo
delle dita, sottovoce
nell'ombra mite di quel caffè...
Così avvenne che l'escursione
di quaranta gradi e più
affrontammo per nudo affetto,
tu con mirabile intelletto
io folle s'altro mai fu...
Era un affetto o era un amore
che più grande non si può?
Non posso dirvelo, no."

Dettagli Connessione

Luogo rappresentato
Visitabile

Autore

Nome: Andrea Zanzotto
Periodo: 1921-2011
Categoria: Novecento
Visualizza Autore

Opera

Titolo: Erratici
Edizione: A. Zanzotto, Erratici. Disperse e altre poesie (1937-2011), a cura di F. Carbognin, Milano, Mondadori
Visualizza Opera

Luogo

Nome: Stazione ferroviaria
Indirizzo: Piazzale della Stazione, 1, 35131 Padova PD
Coordinate: 45.41724897255686, 11.880427349592619
Descrizione:
La stazione di Padova è il principale nodo ferroviario cittadino. L’impianto fu attivato il 3 dicembre 1842, insieme al primo tronco Padova–Marghera della “Ferdinandea” (la futura Milano–Venezia); inizialmente era una stazione “di testa”, poi resa passante con il prolungamento a Vicenza (1846). Nel secondo dopoguerra, dopo i gravi danni bellici (1943), il fabbricato viaggiatori attuale fu ricostruito tra il 1949 e il 1953 su progetto dell’ingegnere Paolo Perilli. Nel tempo si sono aggiunti raddoppi, raccordi e l’elettrificazione delle linee (Milano–Venezia e Bologna–Padova). L’edificio moderno (anni ’49-’53) presenta un fronte porticato e un ampio atrio lineare, pensato per servire una stazione passante. Le banchine sono coperte da pensiline continue tipiche della stagione post-bellica.
Visualizza Luogo