"«Signorina» diss’ella, tremando «non mi sento tanto bene. Se facessimo un piccolo cambiamento? Se invece di andare a Castelletto, si andasse solamente a Padova, ora? Se si facesse una visita al Santo? Se più tardi mi sentissi meglio, non si potrebbe arrivare ancora questa sera a Castelletto?». Lelia, sorpresa, esitò a rispondere. Poi prese tempo. Avrebbe consultato l’orario. Studiò silenziosamente l’orario al caffè della stazione. Trovò, e gliene lucevano gli occhi di contentezza, che partendo da Padova alle quattordici e cinquantadue era possibile di arrivare a Castelletto alle diciannove e cinquantacinque. Erano allora le dieci e mezzo. Il treno per Padova partiva alle undici e otto minuti. Il cameriere del caffè portò i due caffè e latte ordinati. Lelia prese il suo, lasciò passare altri cinque minuti e poi disse che usciva per mettere una lettera nella cassetta postale e per comperare delle cartoline illustrate. Offerse anche di prendere i due biglietti per Padova. La siora Bettina accettò e voleva darle subito il danaro. «Faremo i conti dopo» disse Lelia, alzandosi. E soggiunse, nell’avviarsi: «Seconda classe?». «Seconda seconda» rispose piano la Fantuzzo con un blando, umile sorriso."
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Autore
Nome: Antonio Fogazzaro Periodo: 1842-1911 Categoria: Ottocento
Nome: Stazione ferroviaria Indirizzo: Piazzale della Stazione, 1, 35131 Padova PD Coordinate: 45.41724897255686, 11.880427349592619
Descrizione:
La stazione di Padova è il principale nodo ferroviario cittadino. L’impianto fu attivato il 3 dicembre 1842, insieme al primo tronco Padova–Marghera della “Ferdinandea” (la futura Milano–Venezia); inizialmente era una stazione “di testa”, poi resa passante con il prolungamento a Vicenza (1846). Nel secondo dopoguerra, dopo i gravi danni bellici (1943), il fabbricato viaggiatori attuale fu ricostruito tra il 1949 e il 1953 su progetto dell’ingegnere Paolo Perilli. Nel tempo si sono aggiunti raddoppi, raccordi e l’elettrificazione delle linee (Milano–Venezia e Bologna–Padova). L’edificio moderno (anni ’49-’53) presenta un fronte porticato e un ampio atrio lineare, pensato per servire una stazione passante. Le banchine sono coperte da pensiline continue tipiche della stagione post-bellica.