Connessione Letteraria #272

Francesco Dall'Ongaro • Ode a Jappelli

Estratto Letterario

"Mentre il tuo nome imprimi,
Mirabile Japelli,
Nell’opere sublimi
Onde la patria abbellì,
Chiaro così, che mai
Dimenticato andrai;
Odo uno stuol che grida
Guardando al novo stile:
"Qual arte ti fu guida,
O novator ostile?
E greco od è romano
Questo tuo circo strano?
Perchè sprezzar le norme
Onde a Corinto e a Roma
Sorgeano in varie forme,
Che ognun conosce e noma,
Archi, teatri e templi,
Unici all’arte esempli?"
[...]
Non solo in tele e in carte
La Poesia dimora;
Prima regnò nell’arte
Che edifica e decora,
E indarno i voli suoi
Tarpar vorreste voi.
Tempo è che sorga alfine
Chi innalzi circhi e case
Non pur colle ruine
Delle città già rase,
Ma come il vate ai carmi
Dia nuovo stile ai marmi.
[...]
Osa, Japelli, e trova
Col creatore ingegno
Alla progenie nova
Un monumento degno,
E te plaudente e lieta
Saluterà poeta!"

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Luogo rappresentato
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Autore

Nome: Francesco Dall'Ongaro
Periodo: 1808-1873
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Ode a Jappelli
Edizione: F. Dall’Ongaro, A G. Japelli. Ode, in Il teatro di Padova riedificato dall’architetto Giuseppe Japelli con illustrazioni e VI litografie, Padova, Crescini, pp. 11-14.
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Luogo

Nome: Teatro Verdi
Indirizzo: Via dei Livello, 32, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.40939131192614, 11.871408015918194
Descrizione:
Il Teatro Verdi è il principale teatro cittadino, inaugurato nel 1751 come Teatro Nuovo; oggi è sede padovana del Teatro Stabile del Veneto. La costruzione settecentesca fu diretta dall’architetto padovano Giovanni Gloria su progetto di Antonio Cugini di Reggio Emilia, specialista di architettura teatrale. Tra il 1842 e il 1847 il teatro venne ristrutturato (esterni e impianti) su progetto di Giuseppe Jappelli e la volta fu affrescata da Pietro Paoletti con la Danza delle Opere, opera poi andata distrutta. Al 1884 risale il rimodernamento interno di Achille Sfondrini e la volta venne dipinta da Giacomo della Casa: i lavori diedero al teatro l'aspetto attuale. Nell’occasione, il teatro viene ribattezzato "Teatro Verdi", dedicato a Giuseppe Verdi, che però declinò l'invito per l'inaugurazione dell'8 giugno 1884. Nella prima guerra mondiale, il teatro subì un pesante bombardamento, ma riaprì già nel 1920. La cupola, dopo i danni bellici, fu rinnovata con affreschi di Giuliano Tommasi.
Di fronte al teatro si trova una statua dedicata ad Angelo Beolco detto Ruzante, opera dello scultore Amleto Sartori nel centenario della sua nascita.
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