"Mentre il tuo nome imprimi, Mirabile Japelli, Nell’opere sublimi Onde la patria abbellì, Chiaro così, che mai Dimenticato andrai; Odo uno stuol che grida Guardando al novo stile: "Qual arte ti fu guida, O novator ostile? E greco od è romano Questo tuo circo strano? Perchè sprezzar le norme Onde a Corinto e a Roma Sorgeano in varie forme, Che ognun conosce e noma, Archi, teatri e templi, Unici all’arte esempli?" [...] Non solo in tele e in carte La Poesia dimora; Prima regnò nell’arte Che edifica e decora, E indarno i voli suoi Tarpar vorreste voi. Tempo è che sorga alfine Chi innalzi circhi e case Non pur colle ruine Delle città già rase, Ma come il vate ai carmi Dia nuovo stile ai marmi. [...] Osa, Japelli, e trova Col creatore ingegno Alla progenie nova Un monumento degno, E te plaudente e lieta Saluterà poeta!"
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Autore
Nome: Francesco Dall'Ongaro Periodo: 1808-1873 Categoria: Ottocento
Titolo: Ode a Jappelli Edizione: F. Dall’Ongaro, A G. Japelli. Ode, in Il teatro di Padova riedificato dall’architetto Giuseppe Japelli con illustrazioni e VI litografie, Padova, Crescini, pp. 11-14.
Nome: Teatro Verdi Indirizzo: Via dei Livello, 32, 35139 Padova PD Coordinate: 45.40939131192614, 11.871408015918194
Descrizione:
Il Teatro Verdi è il principale teatro cittadino, inaugurato nel 1751 come Teatro Nuovo; oggi è sede padovana del Teatro Stabile del Veneto. La costruzione settecentesca fu diretta dall’architetto padovano Giovanni Gloria su progetto di Antonio Cugini di Reggio Emilia, specialista di architettura teatrale. Tra il 1842 e il 1847 il teatro venne ristrutturato (esterni e impianti) su progetto di Giuseppe Jappelli e la volta fu affrescata da Pietro Paoletti con la Danza delle Opere, opera poi andata distrutta. Al 1884 risale il rimodernamento interno di Achille Sfondrini e la volta venne dipinta da Giacomo della Casa: i lavori diedero al teatro l'aspetto attuale. Nell’occasione, il teatro viene ribattezzato "Teatro Verdi", dedicato a Giuseppe Verdi, che però declinò l'invito per l'inaugurazione dell'8 giugno 1884. Nella prima guerra mondiale, il teatro subì un pesante bombardamento, ma riaprì già nel 1920. La cupola, dopo i danni bellici, fu rinnovata con affreschi di Giuliano Tommasi. Di fronte al teatro si trova una statua dedicata ad Angelo Beolco detto Ruzante, opera dello scultore Amleto Sartori nel centenario della sua nascita.