"Necessità di fato obligo con la Patria, onor severo ti sgridano altamente. Una sol morte mille vite risparmia; or tu se nieghi, timida, non è questo un tradir la tua Patria? Un dar in preda all'avido Spartan (che vincer puossi se vinciamo noi stessi) i pochi avanzi e preziosi del Messenio Impero? Sofferirai che spenga la nostra gloria il fier nemico, e mieta con la fiamma vorace i patrj campi? Che disperga le polveri di mille anime grandi a cui costò tanto la patria? E tu le mani ai lacci porgerai? Sì, sì, conserva Merope al tuo nemico, Aristodemo al trionfo di Sparta. O moglie, o Amfia ti sien legi i miei detti. In pace togli il voler del destin, ch'al mio dà lege."
Note
Carlo de' Dottori muore a Padova il 23 luglio 1686; l’Accademia dei Ricovrati gli tributa solenni esequie nella chiesa degli Eremitani.
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Luogo biografico
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Autore
Nome: Carlo de' Dottori Periodo: 1618-1686 Categoria: Seicento
Nome: Chiesa degli Eremitani Indirizzo: Piazza Eremitani, 9, 35129 Padova PD, Italia Coordinate: 45.410649902938324, 11.879323325489072
Descrizione:
Titolata ai Santi Filippo e Giacomo il Minore, fu costruita a partire dal 1264 come chiesa dell’Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, il cui convento si trovava dove ora sorgono i Musei Civici. Lo stile "classicheggiante" è rappresentativo della Padova di età comunale. Nella Cappella Ovetari sono conservate meravigliose opere del pittore padovano Andrea Mantegna. Gran parte dei dipinti, però, andò persa a causa del bombardamento dell’11 marzo 1944: vennero ricostruiti e riesposti al pubblico a partire dal 2006. Dal 2021, infine, la Chiesa è parte del patrimonio UNESCO. All'interno della Chiesa degli Eremitani si custodiscono le spoglie di prestigiosi personaggi, tra i quali vale la pena menzionare la cantante e compositrice seicentesca Barbara Strozzi e il medico e biologo Antonio Vallisneri; inoltre, si conserva oggi anche la tomba del Signore di Padova Giacomo/Jacopo II da Carrara, trasferita in seguito alla distruzione della Chiesa di Sant'Agostino, luogo originario di sepoltura; l'epitaffio è opera di Francesco Petrarca.