Connessione Letteraria #216

Battista Guarini • Rime di Battista Guarini

Estratto Letterario

"Che fa, ditel cortesi Euganei, quella
che del mio lungo pianto ancor si ride?
È forse ver che nel suo petto annide
l'usata asprezza e sia d'Amor rubella?
A qual di sue bellezze anima ancella
porge il velen de le due luci infide?
Qual misero lusinga e poscia ancide,
or sdegnosa, or soave, e sempre bella?
Chi canta il suo bel nome, un novo Omero?
Ahi, ben è cieco e ben ha dura sorte
chi d'altrui canta, e sì viv'egli in pianto.
Ma ben vedrà quell'empia, a cui sì fero
mostrasse il ciglio, e ch'or muto ogni canto,
sol per colui si vive a cui dié morte."

Dettagli Connessione

Luogo letterarizzato
Visitabile

Autore

Nome: Battista Guarini
Periodo: 1538-1612
Categoria: Cinquecento
Visualizza Autore

Opera

Titolo: Rime di Battista Guarini
Edizione: B. Guarini, Rime, in Opere di Battista Guarini, a cura di M. Guglielminetti, Torino, UTET, pp. 189-318.
Visualizza Opera

Luogo

Nome: Palazzo Maldura (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Piazzetta Gianfranco Folena, 1, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.4130088254496, 11.872796677300073
Descrizione:
Palazzo Maldura è un importante edificio civile di Padova, oggi di proprietà dell'Università, noto per la sua straordinaria decorazione pittorica monumentale realizzata tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. L'edificio sorge su strutture preesistenti, acquistate da Andrea Maria Maldura, giurista e membro di una famiglia borghese arricchitasi col commercio di farine e granaglie. La sua costruzione fu affidata all'architetto Giambattista Novello, con lavori conclusi ufficialmente nel 1769. Il progetto nasceva dal desiderio di Maldura di affermare il prestigio sociale della propria famiglia, desiderosa di entrare nell’élite cittadina. Per realizzare il nuovo palazzo, acquistò l’antica dimora della nobile famiglia Mussato, ma, per contenere i costi, fu costretto a conservarne parte delle strutture originarie, che vennero inglobate nel nuovo edificio. Novello dovette così adattare spazi modesti a esigenze di rappresentanza, concentrando la monumentalità nell'atrio e nello scalone. L’apparato decorativo interno, completato anche dopo il 1804, coinvolse pittori di spicco come Costantino Cedini, Giambattista Mengardi, Andrea Urbani e Giambattista Canal. Alcuni ambienti furono rinnovati in epoca neoclassica, come la Sala Etrusca e la Sala Piranesiana, decorata con riproduzioni monumentali di incisioni di Piranesi. Il palazzo passò alla famiglia Emo Capodilista e fu oggetto di restauri e ridecorazioni a partire dal 1817. Tra il 1927 e il 1961 fu sede del Comando della Legione Carabinieri, periodo durante il quale furono aggiunte strutture per alloggi e uffici. Successivamente, l'edificio cadde in abbandono fino all'acquisto da parte dell’Università di Padova nel 1970, che avviò un ampio restauro. Dal 1970 al 2019 ha ospitato il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e la Biblioteca Maldura, poi trasferiti nel nuovo Complesso Beato Pellegrino. Negli anni Duemila, il palazzo è stato più volte restaurato anche a seguito di danni strutturali e sismici.
Visualizza Luogo