Connessione Letteraria #187

Tifi Odasi • Macaronea

Estratto Letterario

"Est unus in Padua notus speciale cusinus
in macaronea princeps bonus atque magister:
discalcis pedibus propter magnare polentam
per fangum et nives caminaret atque pedester."

Note

Nel suo testamento redatto a Padova il 14 ottobre 1492, Tifi Odasi ci informa che abitava nella contrada Borgo Nuovo del Patriarcato, nei pressi dell’attuale via Patriarcato, e che ordinò di essere sepolto nella chiesa di San Paolo presso il Ponte Molino, dove nel 1494 i fratelli Ludovico e Antonio fecero erigere una cappella destinata ad accogliere le spoglie sue e del fratello Francesco.

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Tifi Odasi
Periodo: ?-1492
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: Macaronea
Edizione: I. Paccagnella, Le macaronee padovane, Padova, Antenore, pp. 114-133
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Luogo

Nome: Porta di Ponte Molino
Indirizzo: Vicolo Ponte Molino, 13, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.41140373460366, 11.873756468027603
Descrizione:
Porta Molino o Porta dei Molini era il principale dei quattro accessi (insieme a Torricelle, Altinate e S. Giovanni), detti regales, della cinta muraria medievale della città, innalzata nel 1195 e completata nel 1210. Alta quasi 26 metri ed eretta in pietra e cotto nel XIII secolo, si collega all'antico ponte romano a cinque arcate (restaurato e ricostruito nel 1830) sul ramo del Bacchiglione chiamato Tronco Maestro e fu pensata come accesso solenne alla Stra' Regia o Stra' Maggiore (oggi via Dante), il cardo massimo urbano, la via più importante di Padova. Il torrione si innalza esteriormente su una sorta di arco trionfale romanico in pietra, mentre all'interno si succedono due arcate (la più ampia e suggestiva è a sesto acuto) che permettevano di azionare le macchine di difesa, tra cui i grandi battenti incardinati negli alloggiamenti in pietra ancora visibili. Accostata alla facciata interna, sulla sinistra, si ha la costruzione dell'accesso barocco al torrione superiore, risalente al XVII secolo. Porta e ponte derivano il loro nome dai 33 mulini che si trovavano a valle del ponte e funzionarono fino al 1884: la più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella Chiesa del Carmine, sul paliotto dell'altare dei Mugnai. Alla fine dell'Ottocento la parte superiore della porta fu utilizzata come vasca d'accumulo per la prima rete di distribuzione dell'acqua potabile in città. Secondo una lapide di Carlo Leoni, Galileo Galilei, nel suo periodo padovano, avrebbe utilizzato la porta come osservatorio astronomico, ma si tratta con ogni probabilità di una falsa informazione.
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