Connessione Letteraria #161

Sperone Speroni • Dialogo delle lingue

Estratto Letterario

"CORTEG.: Almeno dirò quello che io averò in core; e lo studio che io porrei in infilzar parolette di questo e di quello, sì lo porrò in trovare e disporre i concetti dell'animo mio, onde si deriva la vita della scrittura; ché male giudico potersi usare da noi altri a significare i nostri concetti quella lingua, tosca o latina che ella si sia, la quale impariamo e essercitiamo non ragionando tra noi i nostri accidenti, ma leggendo gli altrui. Questo a' dì nostri chiaramente si vede in un giovane padovano di nobilissimo ingegno, il quale, benché talora, con molto studio che egli vi mette, alcuna cosa componga alla maniera del Petrarca e sia lodato dalle persone, nondimeno non sono da pareggiare i sonetti e le canzon di lui alle sue comedie, le quali nella sua lingua natia naturalmente e da niuna arte aiutate par che e' gli eschino della bocca. Non dico però che uomo scriva né padovano né bergamasco, ma voglio bene che di tutte le lingue d´Italia possiamo accogliere parole e alcun modo di dire, quello usando come a noi piace, sì fattamente che 'l nome non si discordi dal verbo, nè l'adiettivo dal sostantivo: la qual regola di parlare si può imparare in tre giorni, non tra' grammatici nelle scole ma nelle corti co' gentiluomini, non istudiando ma giuocando e ridendo senza alcuna fatica, e con diletto de' discepoli e de' precettori. "

Note

Il 10 giugno 1518 Sperone Speroni, nella sala del Vescovado, acquisì il titolo di dottore in filosofia, con il riconoscimento del Sacro Collegio degli Artisti e dei Medici. Inoltre, nella Biblioteca Capitolare, l'insigne umanista ha copiato tutti i codici manoscritti di Giordano Pasetto.

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Sperone Speroni
Periodo: 1500-1588
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: Dialogo delle lingue
Edizione: S. Speroni, Dialogo delle lingue, in Id., Opere, Introduzione di M. Pozzi, t. I, Roma, Vecchiarelli, pp. 166-201
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Luogo

Nome: Palazzo Vescovile (Vescovado - Museo Diocesano)
Indirizzo: Piazza Duomo, 12, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.406500868331655, 11.872191510354604
Descrizione:
Il Palazzo Vescovile di Padova, spesso semplicemente definito "Vescovado", è situato accanto alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, tra piazza Duomo, via Dietro Duomo e via Vescovado. Originariamente eretto nel VIII secolo come castello vescovile, nel corso dei secoli perse la funzione militare per trasformarsi nella residenza ufficiale dei vescovi di Padova. Oggi l'edificio è in parte accessibile poiché è inserito nel percorso del Museo Diocesano. Conserva al suo interno suggestive tracce medievali e rinascimentali, tra cui affreschi dei secoli XII e XIV e opere di artisti quali Jacopo Parisati e Bartolomeo Montagna. Un elemento particolarmente significativo è costituito dalle prigioni vescovili medievali, residue delle antiche competenze giurisdizionali dei vescovi sulla città. All'interno dell'Episcopio si trova anche la prestigiosa Biblioteca Capitolare, fondata dal vescovo Jacopo Zeno (1460–1481). La collezione comprende oltre 300 codici e 400 incunaboli, tra cui un importante sacramentario dell’epoca di Lotario (820–855), un antifonario gregoriano del XI secolo, un evangeliario miniato del 1170 e numerosi testi classici con eleganti iniziali miniaturizzate.
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