Connessione Letteraria #134

Giovanni Conversini • Rationarium vite

Estratto Letterario

"Ede signata me composui. Non mentior: nequaquam adeo deisderium aulicandi, quod expertus oderam rectoque animo adversum esse noscebam, quam Carrigere domus amor urgebat, tum quia velut ex fragmentis ruine ad corpus recolligi honos videbatur. Quam diversa tempora mores homines instituta a senioris Francisci! Nempe contemni pessumque haberi conspicanti, magis ac magis in dies professa hactenus humilitate vitam repetere cupido invalescebat. Quamobrem successum experturus estate publice legere cepi secundoque fisus eventu multorumque favore, proxima hieme ab omni me aule condizione prorsus abruptum iri, ubi arma licerent, non pallium, decretum erat."

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Autore

Nome: Giovanni Conversini
Periodo: 1343-1408
Categoria: Trecento
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Opera

Titolo: Rationarium vite
Edizione: G. Conversini da Ravenna, Rationarium vite, a cura di V. Nason, Firenze, Olschki
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Luogo

Nome: Palazzo Maldura (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Piazzetta Gianfranco Folena, 1, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.4130088254496, 11.872796677300073
Descrizione:
Palazzo Maldura è un importante edificio civile di Padova, oggi di proprietà dell'Università, noto per la sua straordinaria decorazione pittorica monumentale realizzata tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. L'edificio sorge su strutture preesistenti, acquistate da Andrea Maria Maldura, giurista e membro di una famiglia borghese arricchitasi col commercio di farine e granaglie. La sua costruzione fu affidata all'architetto Giambattista Novello, con lavori conclusi ufficialmente nel 1769. Il progetto nasceva dal desiderio di Maldura di affermare il prestigio sociale della propria famiglia, desiderosa di entrare nell’élite cittadina. Per realizzare il nuovo palazzo, acquistò l’antica dimora della nobile famiglia Mussato, ma, per contenere i costi, fu costretto a conservarne parte delle strutture originarie, che vennero inglobate nel nuovo edificio. Novello dovette così adattare spazi modesti a esigenze di rappresentanza, concentrando la monumentalità nell'atrio e nello scalone. L’apparato decorativo interno, completato anche dopo il 1804, coinvolse pittori di spicco come Costantino Cedini, Giambattista Mengardi, Andrea Urbani e Giambattista Canal. Alcuni ambienti furono rinnovati in epoca neoclassica, come la Sala Etrusca e la Sala Piranesiana, decorata con riproduzioni monumentali di incisioni di Piranesi. Il palazzo passò alla famiglia Emo Capodilista e fu oggetto di restauri e ridecorazioni a partire dal 1817. Tra il 1927 e il 1961 fu sede del Comando della Legione Carabinieri, periodo durante il quale furono aggiunte strutture per alloggi e uffici. Successivamente, l'edificio cadde in abbandono fino all'acquisto da parte dell’Università di Padova nel 1970, che avviò un ampio restauro. Dal 1970 al 2019 ha ospitato il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari e la Biblioteca Maldura, poi trasferiti nel nuovo Complesso Beato Pellegrino. Negli anni Duemila, il palazzo è stato più volte restaurato anche a seguito di danni strutturali e sismici.
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