Connessione Letteraria #119

Domizio Brocardo • Canzoniere di Domizio Brocardo

Estratto Letterario

"Prati, arboselli et amorosi cori
che 'l bel piè de madonna premer sòle,
gialle, vermeglie e palide viole,
erbe ben nate, fronde e lieti fiori,
e tu, presaga mente di mei errori,
ove è quel nostro chiaro e vivo sole,
ove son sue bellezze e suoe parole,
che alzavan nostra vita a tanti onori?
Quindi passava e dolzemente a l'ombra
sedeassi ove ora piange un rusignuolo,
che del suo lamentar par m'acompagni;
d'amorosi pensieri il cor m'ingombra,
che mi fan memor de l'antiquo duolo,
che ancora mi consuma e dice: «or piagni». "

Note

Domizio Brocardo si laureò in diritto civile e in diritto canonico ("in utroque iure") all'Università di Padova, e in una serie di atti notarili (degli anni 1421-22 e 1444-48) gli viene specificamente attribuito il titolo di «dottore delle leggi». Il sonetto che si riporta è rappresentativo della sua opera letteraria.

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Luogo biografico
Visitabile

Autore

Nome: Domizio Brocardo
Periodo: 1390-1457
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: Canzoniere di Domizio Brocardo
Edizione: D. Esposito, Edizione critica e commentata del canzoniere di Domizio Brocardo(circa 1380-circa 1457), Tesi di dottorato, Studi filologici e letterari, ciclo XXVI, Università degli Studi di Cagliari
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Luogo

Nome: Palazzo del Bo (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 2, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.40708207315372, 11.877226285784408
Descrizione:
Sede storica centrale dell’Università a partire dal 1493, Palazzo del Bo è uno dei complessi edilizi più antichi e suggestivi di Padova. Oggi è sede del Rettorato e della Scuola di Giurisprudenza. Si compone di più corpi di fabbrica, articolati attorno a due cortili principali: quello cinquecentesco, detto "Cortile Antico", le cui mura sono ricoperte di antichi stemmi e su cui affacciano la maestosa Aula Magna e il primo Teatro Anatomico stabile al mondo (1595); e il novecentesco "Cortile Nuovo", che immette ad una serie di ambienti decorati da grandi esponenti dell’arte italiana sotto la supervisione dell'architetto e designer milanese Gio Ponti.
Dal Cortile Antico si accede al piano superiore attraverso uno scalone, dove è collocata la statua opera dello scultore Bernardo Tabacco dedicata a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nominata Magistra et doctrix in Philosophia a Padova nel 1678; si passa poi alla Sala dei Quaranta, che prende il suo nome dai 40 ritratti di celebri studenti stranieri dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento, dove è conservata la Cattedra di Galileo, dalla quale, secondo la tradizione, lo scienziato teneva le sue lezioni. La sala introduce all’Aula Magna, assegnata ai giuristi, ma in realtà vi faceva eccezionalmente lezione anche Galileo. Dalla loggia superiore del Cortile Antico è possibile accedere anche al cinquecentesco Teatro Anatomico, realizzato durante il magistero del docente Girolamo Fabrici d’Acquapendente, e da qui alla Sala di medicina, riservata oggi alla discussione delle tesi di laurea. Prima di stabilirsi nel Palazzo del Bo nel 1493, l'Università di Padova non aveva una sede fissa e stabile: le lezioni si svolgevano in abitazioni private o in edifici affittati nel centro della città.
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