Connessione Letteraria #106

Giovanni Boccaccio • Epistole di Giovanni Boccaccio

Estratto Letterario

"Preclarissimo viro Francisco Petrarce laureato. [Ravenna, 18 luglio 1853]
[...] Credo memineris, preceptor optime, quod nondum tertius annus elapsus sit
posquam senatus nostri nuntius Patavum ad te veni, et commissis expositis dies plusculos tecum egerim, quos fere omnes uno eodemque duximus modo. Tu sacris vacabas studiis, ego compositionum tuarum avidus ex illis scribens summebam copiam. Die autem in vesperam declinante a laboribus surgebamus unanimes, et in ortulum ibamus tuum iam ob novum ver frondibus atque floribus ornatum. "

Note

Boccaccio soggiornò nella dimora padovana di Petrarca dalla fine di marzo all'inizio dell'aprile del 1351, probabilmente per circa una settimana, ripartendo per Firenze il 5 o il 6 di aprile. In quei giorni Petrarca presentò l'amico al circolo dei «fedeli» che veniva formandosi anche a Padova e lo accompagnò in vari pellegrinaggi umanistici, sicuramente a Santa Giustina ad ammirare la presunta lastra sepolcrale di Tito Livio, ma anche ad osservare i tesori della libreria del Convento e gli antichi martirologi. Boccaccio, però, era soprattutto proteso alle parole del suo maestro e dedito a copiare i suoi scritti; insieme discutevano dei classici (specialmente di Cicerone, di Seneca, di Livio), parlavano delle raccolte di lettere che il Petrarca stava mettendo insieme e dibattevano il tema della ragione e del valore della poesia. Tra grandi temi spirituali e morali, testi sacri e agostiniani, ma anche argomenti politici, i due poeti strinsero una fervida amicizia che non sarebbe più cessata fino alla morte, segnando la fioritura culturale e letteraria dell'Europa nel secondo Trecento e Quattrocento.

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Luogo rappresentato e luogo biografico
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Autore

Nome: Giovanni Boccaccio
Periodo: 1313-1375
Categoria: Trecento
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Opera

Titolo: Epistole di Giovanni Boccaccio
Edizione: G. Boccaccio, Epistole, a cura di G. Auzzas, con un contributo di A. Campana, in Tutte le opere di Giovanni Boccaccio, a cura di V. Branca, Vol. V, t. I, Milano, Mondadori, pp. 493-856.
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Luogo

Nome: Casa canonicale di Francesco Petrarca
Indirizzo: Via Dietro Duomo, 28, 35139 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.406181243872986, 11.870934796653406
Descrizione:
La casa canonicale fu dimora di Francesco Petrarca a periodi alterni dal 18 aprile del 1349 al 1370, quando si ritirò stabilmente ad Arquà, ma rimase di sua proprietà fino alla sua morte, nel 1374, in seguito alla quale la casa tornò di proprietà del capitolo. Donatagli da Giacomo II di Carrara insieme al canonicato, la casa è parte della canonica padovana, suddivisa in case distinte a seguito della separazione dei canonici dalla vita in comune. Di epoca medioevale, la struttura ha un impianto duecentesco (XII o XIII secolo) e pianta rettangolare. La casa disponeva al suo interno di un orto e un pozzo d'acqua; si sviluppava su due piani: il piano di sotto comprendeva due camere, una stalla, e una corte che sembrava fosse adibita per le galline; al piano di sopra, invece, si sviluppavano altre camere, tra cui lo studiolo di Petrarca che, oggi, non esiste più poiché fu demolito nel '500. All'interno di quest'ultimo fu trovato una raffigurazione del Petrarca con l'effigie e l'immagine della Vergine, che purtroppo venne asportato insieme al resto del muro e trasferito altrove. All'interno della casa, che conserva tuttora diversi affreschi, fu trovato anche un frammento di affresco raffigurante in busto di Francesco Petrarca, preso di profilo, mentre sta pregando (dal 1816 si trova nel Palazzo vescovile di Padova). Nel luogo in cui sorgeva la canonica del poeta, si può leggere oggi una targa in suo onore che riporta la suddetta citazione: "Hic proxime / Francisci Petrarchae / domus canonica fuit - Antenorei Lares MCMXXVII anno V" ("in queste vicinanze sorgeva la canonica di Francesco Petrarca").
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