Nato a Saint-Malo il 4 settembre 1768 da piccola nobiltà bretone, Chateaubriand attraversa da protagonista la transizione tra Illuminismo e Romanticismo. Monarchico per formazione, assiste agli inizi della Rivoluzione, poi nel 1791 parte per l’America; rientrato in Europa si arruola tra i realisti, viene ferito e emigra a Londra (1793–1800), dove vive di traduzioni e inizia a scrivere. Tornato in Francia dopo l’amnistia, pubblica l’Essai sur les révolutions (1797) e, soprattutto, il manifesto della rinascita cattolica Le Génie du christianisme (1802), accompagnato dai racconti celebri Atala e René, che diventano il paradigma del mal du siècle. Brevemente funzionario sotto Napoleone, rompe con l’Impero dopo l’esecuzione del duca d’Enghien (1804) e si ritira. Tra 1806–1807 compie il viaggio nel Mediterraneo e in Terra Santa da cui nascerà l’Itinéraire de Paris à Jérusalem (1811). Con la Restaurazione (1814–1830) torna alla vita pubblica: pari di Francia (1815), ambasciatore (Berlino, Londra, poi Roma), quindi ministro degli Esteri (1822–1824), protagonista al Congresso di Verona e sostenitore della spedizione in Spagna del 1823. Licenziato dal ministero Villèle, passa all’opposizione legittimista. Durante la Monarchia di Luglio (1830) rifiuta il giuramento a Luigi Filippo e si dedica alla scrittura, difendendo tra l’altro la duchesse de Berry (1832–33). Trascorre gli ultimi anni tra Parigi e l’amicizia con Madame Récamier, lavorando ai Mémoires d’outre-tombe, redatti a più riprese dal 1809 fino agli anni Quaranta. Muore a Parigi il 4 luglio 1848; per sua volontà è sepolto sullo scoglio del Grand Bé, di fronte a Saint-Malo. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/francois-auguste-rene-de-chateaubriand/