Stendhal

1783-1842 • Ottocento

Informazioni Biografiche

Stendhal
1783-1842
Ottocento
Stendhal (pseudonimo di Marie-Henri Beyle; Grenoble, 23 gennaio 1783 – Parigi, 23 marzo 1842) è tra i grandi prosatori francesi dell’Ottocento, padre di un realismo psicologico rapido, antiretorico e ironico. Cresce in un ambiente familiare conservatore, studia a Grenoble e nel 1799 si trasferisce a Parigi con il progetto - poi abbandonato - dell’École polytechnique. Grazie al cugino Pierre Daru entra nell’amministrazione napoleonica: tra 1800 e 1814 è in Italia (soprattutto Milano, che diventerà la sua patria affettiva), Germania e Russia, con incarichi logistici e di segreteria. L’esperienza italiana è decisiva: da Winckelmann e dall’arte classica deriva il gusto per la chiarezza; dalla vita mondana milanese l’attenzione alle pratiche sociali, alla musica e al teatro. Caduto l’Impero, Beyle si stabilisce a Milano (1814-1821), dove adotta stabilmente lo pseudonimo “Stendhal” (dalla città tedesca di Stendal) e frequenta ambienti liberali; nel 1821 è espulso dalla polizia austriaca per sospette simpatie carbonare. Rientrato a Parigi, pubblica i primi saggi: Histoire de la peinture en Italie e Rome, Naples et Florence (1817), De l’amour (1822) con la celebre teoria della “cristallizzazione”, i pamphlet critici Racine et Shakespeare (1823-25) e la Vie de Rossini (1824). Nel 1827 esordisce nel romanzo con Armance; nel 1830 pubblica Le Rouge et le Noir, uno dei capolavori del secolo, ritratto lucido di ambizione e ipocrisia sociale nella Francia della Restaurazione. Dopo la Rivoluzione di Luglio ottiene il consolato: destinato a Trieste, senza exequatur austriaco, è trasferito a Civitavecchia (1831-1841), da dove si assenta spesso per scrivere. In questi anni compone o abbozza opere cruciali: il grande romanzo incompiuto Lucien Leuwen (1834-35), i racconti italiani, il memoir Souvenirs d’égotisme (1832) e l’autobiografia Vie de Henry Brulard (1835-36), entrambe pubblicate postume. Tra 1838 e 1839 redige in tempi fulminei La Chartreuse de Parme, secondo capolavoro, che unisce gusto del racconto, velocità di montaggio e introspezione amorosa. Muore a Parigi nel 1842; è sepolto al cimitero di Montmartre.
Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/stendhal/

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