Rolandino da Padova • Epitaffio di Rolandino da Padova
Estratto Letterario
"Grammatice doctor, simul artis rhetoricorum, Rolandinus eram. Nunc rege iubente polorum vermibus hic esce iaceo. Quam tu tibi sortem, qui legis, expecta, neque fas tibi fallere mortem, et bene scis quod tu finem non effugis istum. Ergo roga tibi postque roga michi parcere Christum. Mille ducentenis Christi currentibus annis tunc ego natus eram; sed ab his post septuaginta sex, simul alma pie redeunt dum festa Marie in februi mense, celi peto fercula mense. Rex pie, rex celi, nato miserere fideli. O primum Flamen, tuus hic sit spiritus. Amen. "
Dettagli Connessione
Luogo biografico
Non visitabile
Autore
Nome: Rolandino da Padova Periodo: 1200-1276 Categoria: Duecento
Titolo: Epitaffio di Rolandino da Padova Edizione: G. Billanovich, Il preumanesimo padovano, in Storia della cultura veneta, vol. II. Il Trecento, Vicenza, Neri Pozza Editore
Nome: Chiesa di San Daniele Indirizzo: Via Umberto I, 85, 35122 Padova PD Coordinate: 45.40101117219093, 11.876035433438881
Descrizione:
La Chiesa di S. Daniele venne fondata nel 1076 dal Vescovo di Padova Olderico, a seguito di un voto: si narra che mentre le sacre reliquie di S. Daniele passavano per questa via per essere spostate dalla Basilica di Santa Giustina alla cripta della Cattedrale, esse si fecero pesanti, il cielo si oscurò e scoppiò una tempesta, dunque il vescovo dovette fare il voto di costruire in quel luogo una Chiesa dedicata al martire protettore della città.
La Chiesa subì vari rimaneggiamenti, il più importante dei quali risale all’Ottocento: la Chiesa venne sopraelevata di due metri e l’abside decorato in stile neoromanico.
Curiosità:
Nella sera del 13 gennaio 1736, al cappellano della Chiesa, don Giobba Grassi, capitò alla porta un uomo e una donna di Brescia - entrambi mascherati - che intendevano sposarsi subito; il matrimonio non si celebrò e nacquero chiacchiere che durarono per mesi. Si scoprì poi che l’uomo era uno studente dello Studio patavino che abbandonò la fidanzata Cecilia, che abitava nella contrada, subito dopo che il matrimonio venne loro negato.