Opera
Titolo: Lettere di Ippolito Nievo
Edizione: I. Nievo, Lettere, a cura di M. Gorra, in Id., Tutte le opere di Ippolito Nievo, Milano, Mondadori.
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Luogo
Nome: Palazzo Querini-Mocenigo (Chiesa di Sant'Eufemia)
Indirizzo: Via Sant'Eufemia, 2-4, 35121 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.40695043579131, 11.886414796653442
Descrizione:
Edificio di origine paleocristiana (secondo la tradizione, risale all’epoca di Prosdocimo, primo vescovo di Padova: I sec.) che rovinò nel corso del XIV secolo. L’edificio è appartenuto ai Mocenigo del ramo «dalle zogie» o «dalle perle». Fino al 1883 lungo le attuali vie Morgagni e Falloppio scorreva un ramo del fiume Brenta: il vicino collegamento via fiume con Venezia e l’ampia disponibilità di spazi verdi rendeva l’area appetibile ai nobili veneziani. Nel 1529 Alvise Mocenigo acquista una prima parte di edificio, con i resti della Chiesa di Sant’Eufemia; nel 1540 il figlio Antonio Mocenigo iniziò a costruire, su progetto di Agostino Righetti, il palazzo, acquistando anche immobili adiacenti; i lavori di progettazione del palazzo vennero conclusi dal figlio Lunardo/Leonardo, che dal 1558 si avvalse dell’intervento di Andrea Palladio (in particolare Palladio avrebbe progettato la connessione tra i due corpi). I resti della Chiesa vennero rispettati: si conservano ancora alcune pareti e colonne; rimane una parte ipogea ed il campanile. L’intero complesso fu poi venduto nel 1619 a Vincenzo Belloni, di famiglia cittadinesca veneziana, che promosse una nuova campagna di lavori (il palazzo viene ampliato) e ridecorazione interna. Nel 1673, estinta la linea maschile dei Belloni, il palazzo passò ai Battaglia, altra famiglia patrizia veneziana. Nel 1883 una parte del giardino fu espropriato per l’interramento del canale e la creazione di via Falloppio. Nel 1955 l’Università di Padova acquista il palazzo (un primo blocco a sud; tra il 1960 e il 1962 acquista l’ala a nord) e avvia un progetto di restauro affinché la palazzina diventasse una residenza universitaria ad uso femminile dedicata alla memoria di Lina Meneghetti (la figlia del Professor Egidio Meneghetti deceduta sotto le bombe con la madre nel 1943) (l’attuale Casa della studentessa Lina Meneghetti). Passato in gestione all’Esu di Padova, il complesso è stato chiuso a seguito dei danni provocati dal terremoto del 2012 e non è ancora accessibile. Il palazzo ospita tutt’oggi interessanti affreschi del XVI e XVII secolo: una prima campagna decorativa interessò l’ala sud e risale alla metà del Cinquecento ed ebbe come protagonista Giovanni Battista Zelotti, con Eliodoro Forbicini (grottesche) e Benedetto Caliari; una seconda campagna decorativa, di metà Seicento, interessò l’ala nord e vide la partecipazione, tra gli altri, del pittore fiammingo Daniel van den Dyck. In questa casa morì il 5 luglio 1708 Ferdinando Carlo Gonzaga, ultimo duca di Mantova, riparato a Padova in quanto esule. Nacque Ippolito Nievo il 30 novembre 1831, come ricorda la lapide su piazzetta Ippolito Nievo (lapide dettata da Antonio Fogazzaro), ma qui Nievo vi passò un solo anno: nel 1832 la famiglia Nievo-Marin si trasferì a Soave a seguito della nomina del padre Antonio alla mansione di cancelliere; infine si trasferirono nel 1837 a Udine.
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