Connessione Letteraria #349

Oscar Wilde • Letters

Estratto Letterario

"Arrived at Padua at two o' clock. In the middle of a rich vineyard stands the Baptistery, the great work of Giotto; the walls covered entirely with frescoes by him; one wall the life of Mary, the other the life of Christ; the ceiling blue with gold stars and medallion pictures: the west wall a great picture of Heaven and Hell suggested to him by Dante who, weary of trudging up the steep stairs, as he says, of the Scaligeri when in exile at Verona, came to stay at Padua with Giotto in a house still to be seen there. Of the beauty and purity of sentiment, the clear transparent colour, bright as the day it was painted, and the harmony of the whole building, I am unable to tell you. He is the first of all painters. We stayed over an hour in the Baptistery filled with wonder and reverence and above all love for the scenes he has painted. "

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Autore

Nome: Oscar Wilde
Periodo: 1854-1900
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Letters
Edizione: O. Wilde, The Complete Letters, a cura di M. Holland e R. Hart-Davis, New York, Henry Holmes and company
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Luogo

Nome: Cappella degli Scrovegni
Indirizzo: Piazza Eremitani, 8, 35121 Padova PD
Coordinate: 45.41181767107308, 11.879524868027584
Descrizione:
La Cappella degli Scrovegni, conosciuta da tutti con il cognome del suo committente Enrico, è intitolata a Santa Maria della Carità e nota in tutto il mondo per lo straordinario ciclo pittorico realizzato da Giotto, dal 2021 parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. La cappella fu commissionata da Enrico degli Scrovegni, figlio di Rinaldo, facoltoso usuraio padovano, che agli inizi del Trecento aveva acquistato da un nobile decaduto, Manfredo Dalesmanini, l'area dell'antica arena romana di Padova. Qui provvide a edificare un sontuoso palazzo, di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleo familiare. Chiamò ad affrescare la cappella il fiorentino Giotto, il quale, dopo aver lavorato con i francescani di Assisi e di Rimini, era a Padova chiamato dai frati minori conventuali ad affrescare la sala del Capitolo, la cappella delle benedizioni e forse altri spazi nella Basilica di Sant'Antonio. Infondata, invece, è la voce secondo cui Enrico Scrovegni avrebbe commissionato la Cappella come atto d'espiazione del peccato commesso dal padre, che Dante Alighieri, qualche anno dopo la conclusione del ciclo giottesco, pone all'Inferno tra gli usurai. L'opera di Giotto costituisce il massimo capolavoro ad affresco dell'artista e testimonia la profonda rivoluzione che il pittore toscano portò nell'arte occidentale. Il ciclo affrescato da Giotto in soli due anni, tra il 1303 e il 1305, si dispiega sull'intera superficie interna della Cappella narrando la Storia della Salvezza in due percorsi differenti: il primo con le Storie della Vita della Vergine e di Cristo dipinto lungo le navate e sull'arco trionfale; il secondo inizia con i Vizi e le Virtù, affrontate nella porzione inferiore delle pareti maggiori, e si conclude con il maestoso Giudizio Universale in controfacciata. Il soffitto voltato è un manto azzurro di stelle e presenta, nei tondi, le figure di Maria, di Cristo e dei Profeti. Nel presbiterio si conserva ancora il gruppo scultoreo Madonna con il Bambino tra due angeli realizzato dal grande scultore Giovanni Pisano all'inizio del Trecento.
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