"Fratelli, amici, ascoltate la voce che in noi parla sommersa nel frastuono d'oggi come in una tragica, furibonda guerra di ieri; ascotlate la voce che ci dona la gioia bella di sentire le nostre calde mani in una ferma stretta, i nostri occhi aperti e chiari guardarsi l'un l'altro e dire: Ciò che tu vuoi amico io lo voglio e non è menzogna d'una voce anonima ma è chiarezza di pensieri purità di cuori benignità d'opere umane; non v'è più Germania o Francia od Inghilterra o Russia: vi è soltanto l'Uomo per l'uomo, ed è in lui uno spirito grande che risorge dalle macerie della legge fino alla gloria che ci rende amici nell'amore, non più servi dell'odio. "
Titolo: Ritorno a Palazzo Giusti Edizione:Ritorno a Palazzo Giusti. Testimonianze dei prigionieri di Carità a Padova (1944-45), a cura di T. Dogo, Firenze, La Nuova Italia
Nome: Palazzo Giusti Indirizzo: Via S. Francesco, 89, 35121 Padova PD Coordinate: 45.40442860423931, 11.881716401168054
Descrizione:
Palazzo Giusti si affaccia su via San Francesco, l’asse che unisce l’area del Santo al cuore cittadino, fiancheggiato da una sequenza di dimore storiche. La tradizione individua nella residenza degli Orsato (XV secolo) il primo nucleo signorile del complesso; nella seconda metà del Cinquecento la casa degli Orsato/Lazara ospitò, nel 1574, Enrico III di Valois in viaggio attraverso la Terraferma veneta. Nell’Ottocento l’insieme passa alla famiglia Giusti del Giardino: nel 1870 l’edificio viene acquistato dal conte Gerolamo Giusti del Giardino e poi diventa la residenza del figlio Vettore (sindaco di Padova 1890–93 e 1897–99; senatore dal 1914). In età contemporanea alcune sale del palazzo ospitano la Società del Casino Pedrocchi (dal 1999), storica associazione cittadina. Nel tardo 1944 il Reparto Speciale guidato dal maggiore Mario Carità (detto Banda Carità), unità di polizia politica della RSI in cooperazione con i servizi tedeschi, trasferì a Padova la propria base installandosi in Palazzo Giusti: gli ambienti furono adibiti a uffici, celle e stanze d’interrogatorio, con sistematico ricorso alla tortura contro la rete resistenziale cittadina. Oggi Palazzo Giusti rientra stabilmente nei percorsi cittadini della memoria insieme a via Santa Lucia e caserma Pierobon, luoghi delle rappresaglie del 17 agosto 1944.