Connessione Letteraria #330

Sergio Boscardin • Ritorno a Palazzo Giusti

Estratto Letterario

"Fratelli, amici,
ascoltate la voce che in noi
parla sommersa
nel frastuono d'oggi
come in una tragica, furibonda
guerra di ieri;
ascotlate la voce che ci dona
la gioia bella
di sentire le nostre calde mani
in una ferma stretta,
i nostri occhi aperti
e chiari
guardarsi l'un l'altro e dire:
Ciò che tu vuoi
amico
io lo voglio
e non è menzogna d'una voce
anonima
ma è chiarezza di pensieri
purità di cuori
benignità d'opere umane;
non v'è più Germania
o Francia
od Inghilterra o Russia:
vi è soltanto l'Uomo
per l'uomo,
ed è in lui uno spirito grande
che risorge
dalle macerie della legge
fino alla gloria
che ci rende amici nell'amore,
non più servi dell'odio. "

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luogo biografico
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Autore

Nome: Sergio Boscardin
Periodo: 1917-2000?
Categoria: Novecento
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Opera

Titolo: Ritorno a Palazzo Giusti
Edizione: Ritorno a Palazzo Giusti. Testimonianze dei prigionieri di Carità a Padova (1944-45), a cura di T. Dogo, Firenze, La Nuova Italia
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Luogo

Nome: Palazzo Giusti
Indirizzo: Via S. Francesco, 89, 35121 Padova PD
Coordinate: 45.40442860423931, 11.881716401168054
Descrizione:
Palazzo Giusti si affaccia su via San Francesco, l’asse che unisce l’area del Santo al cuore cittadino, fiancheggiato da una sequenza di dimore storiche. La tradizione individua nella residenza degli Orsato (XV secolo) il primo nucleo signorile del complesso; nella seconda metà del Cinquecento la casa degli Orsato/Lazara ospitò, nel 1574, Enrico III di Valois in viaggio attraverso la Terraferma veneta. Nell’Ottocento l’insieme passa alla famiglia Giusti del Giardino: nel 1870 l’edificio viene acquistato dal conte Gerolamo Giusti del Giardino e poi diventa la residenza del figlio Vettore (sindaco di Padova 1890–93 e 1897–99; senatore dal 1914). In età contemporanea alcune sale del palazzo ospitano la Società del Casino Pedrocchi (dal 1999), storica associazione cittadina. Nel tardo 1944 il Reparto Speciale guidato dal maggiore Mario Carità (detto Banda Carità), unità di polizia politica della RSI in cooperazione con i servizi tedeschi, trasferì a Padova la propria base installandosi in Palazzo Giusti: gli ambienti furono adibiti a uffici, celle e stanze d’interrogatorio, con sistematico ricorso alla tortura contro la rete resistenziale cittadina. Oggi Palazzo Giusti rientra stabilmente nei percorsi cittadini della memoria insieme a via Santa Lucia e caserma Pierobon, luoghi delle rappresaglie del 17 agosto 1944.
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