Connessione Letteraria #325

Diego Valeri • Città materna

Estratto Letterario

"Begli anni, quelli: erano la gioventù dello stomaco sano e della gamba svelta; erano l'attesa fidente del domani meraviglioso; erano la scoperta dei mondi del pensiero e dell'arte; erano l'amore; erano Padova... Chi vi può ricordare senza sospiro, o anni padovani? Anche noi, che a Padova ci siamo tornati (con altro vello, purtroppo), continuiamo a covare quella incontentabile nostalgia. Padova oggi ci presenta una tutt'altra faccia da allora, non tanto perché sia, com'è di fatto, in sè mutata, quanto perché siamo mutati noi, e come! Quella Padova dei nostri bei dì è già diventata, nella lontananza, una città mitica, su cui splende fermo il sole della memoria; e tutto quel che allora fu triste ora par gaio, e anche il male che soffrimmo e chiudemmo nel cuore distilla un miele soave. Penso a quei due vecchi soavi che insegnavano filosofia, anzi due inconciliabili filosofie, quando io entrai per la prima volta nelle aule del Bo. [...] Penso agli altri maestri, i quali ogni giorno ci parlavano dottamente di poesia. Ma altra poesia avevamo noi per la testa, la nostra; e perciò, disertata la scuola, ci seppellivamo spesso nelle buie biblioteche, ci sperdevamo sugli argini aperti del Brenta, ci buttavamo in bicicletta sulla strada dei colli. [...] Penso ai compagni diurni e notturni, filosofanti e spensierati, innamorati chi di un'idea, chi di una ragazza, chi, semplicemente, della vita. Ma!"

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Autore

Nome: Diego Valeri
Periodo: 1887-1976
Categoria: Novecento
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Opera

Titolo: Città materna
Edizione: D. Valeri, Città materna, Città di Castello, Ronzani Editore-Padova University Press
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Luogo

Nome: Palazzo del Bo (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 2, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.40708207315372, 11.877226285784408
Descrizione:
Sede storica centrale dell’Università a partire dal 1493, Palazzo del Bo è uno dei complessi edilizi più antichi e suggestivi di Padova. Oggi è sede del Rettorato e della Scuola di Giurisprudenza. Si compone di più corpi di fabbrica, articolati attorno a due cortili principali: quello cinquecentesco, detto "Cortile Antico", le cui mura sono ricoperte di antichi stemmi e su cui affacciano la maestosa Aula Magna e il primo Teatro Anatomico stabile al mondo (1595); e il novecentesco "Cortile Nuovo", che immette ad una serie di ambienti decorati da grandi esponenti dell’arte italiana sotto la supervisione dell'architetto e designer milanese Gio Ponti.
Dal Cortile Antico si accede al piano superiore attraverso uno scalone, dove è collocata la statua opera dello scultore Bernardo Tabacco dedicata a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nominata Magistra et doctrix in Philosophia a Padova nel 1678; si passa poi alla Sala dei Quaranta, che prende il suo nome dai 40 ritratti di celebri studenti stranieri dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento, dove è conservata la Cattedra di Galileo, dalla quale, secondo la tradizione, lo scienziato teneva le sue lezioni. La sala introduce all’Aula Magna, assegnata ai giuristi, ma in realtà vi faceva eccezionalmente lezione anche Galileo. Dalla loggia superiore del Cortile Antico è possibile accedere anche al cinquecentesco Teatro Anatomico, realizzato durante il magistero del docente Girolamo Fabrici d’Acquapendente, e da qui alla Sala di medicina, riservata oggi alla discussione delle tesi di laurea. Prima di stabilirsi nel Palazzo del Bo nel 1493, l'Università di Padova non aveva una sede fissa e stabile: le lezioni si svolgevano in abitazioni private o in edifici affittati nel centro della città.
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