Connessione Letteraria #300

Ippolito Nievo • Lettere di Ippolito Nievo

Estratto Letterario

"Ad Andrea Cassa, Padova 22.3.53
[...] Hai ragione di lamentarti per la mancanza di miei scritti; quanto al non averci io mai pensato, avresti tutto il torto se tale mai fosse la tua opinione: io ci ho pensato la mattina e la sera, ci pensava quando mi svincolava contro voglia dalle braccia del sonno, e quando mi vi gettava con un entusiasmo pieno di voluttà, ci pensava in Piazza dei Signori, e in Prato della Valle, ci ho pensato fino nelle sale del Ristoratore, e nella sala a fumer del Pedrocchi; solamente, vedi capriccio della fatalità, questa mania epistolare quando sedeva al tavolino, o mi abbandonava, o si ricovrava in un angolo così ombroso della mia memoria che da qui non poteva trovarla. "

Note

Con “sala a fumer” si intende parte della più nota Sala della Borsa, anche chiamata sala ottagona per la pianta ottagonale, pensata per il commercio dei prodotti agricoli e diventata col tempo vero e proprio luogo di incontro di intellettuali e studenti come Nievo. Un articolo del 1847 della rivista "Caffè Pedrocchi" dà notizia che il “locale denominato la Borsa […] è divenuto un vero e proprio Salon a fumer”, permettendo quindi ai clienti di fumare nella sala. La Sala della Borsa, e con essa la stanza del fumo, venne smantellata con il restauro di Angelo Pisani degli anni Cinquanta. Per quanto riguarda le sale del Ristoratore, invece, già dai primi tempi dell’apertura del Pedrocchi il Caffè aveva delle sale adibite a ristorante. Esse si trovavano nella parte retrostante, di fronte al fianco occidentale dell’edificio e vennero progettate da Bartolomeo Franceschini. In un articolo del 1846, sempre della rivista Caffè Pedrocchi, si legge la notizia della riapertura delle Sale del Ristoratore, che sono quelle verosimilmente vissute da Nievo. Anch’esse vennero in parte distrutte con il restauro degli anni Cinquanta.

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Luogo rappresentato e luogo biografico
Visitabile

Autore

Nome: Ippolito Nievo
Periodo: 1831-1861
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Lettere di Ippolito Nievo
Edizione: I. Nievo, Lettere, a cura di M. Gorra, in Id., Tutte le opere di Ippolito Nievo, Milano, Mondadori.
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Luogo

Nome: Caffè Pedrocchi
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 15, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.407744696487164, 11.877217249281498
Descrizione:
Il Caffè Pedrocchi è uno dei principali caffè storici e letterari d’Italia, simbolo urbano di Padova e luogo di ritrovo di studenti, docenti e intellettuali fin dall’Ottocento. È noto come il “caffè senza porte” perché per tradizione restò aperto giorno e notte fino alla Prima guerra mondiale. Il progetto dell’“Stabilimento Pedrocchi” fu affidato all’architetto Giuseppe Jappelli; il piano terreno fu completato nel 1831, mentre il Piano Nobile venne inaugurato nel 1842 in occasione del IV Congresso degli Scienziati Italiani. L’insieme unisce una struttura neoclassica (fabbrica principale) con un’ala neogotica detta “Pedrocchino” (pasticceria), aggiunta tra 1836–39: un impianto eclettico che prosegue nelle sale superiori, ciascuna arredata in uno stile storico diverso (fra cui Etrusco, Greco, Romano/Ercolano, Rinascimento, Egizio, Napoleonico). Al piano terreno le sale “tricolori” (Verde, Rossa, Bianca) richiamano l’iconografia risorgimentale. La Sala Verde è legata a una tradizione di libero accesso (anche senza obbligo di consumazione), che ne fece a lungo un rifugio per studenti e meno abbienti; la Sala Bianca conserva la memoria degli scontri dell’8 febbraio 1848. Durante la prima insurrezione studentesca patavina contro gli Austriaci, infatti, i militari aprirono il fuoco anche dentro il Pedrocchi: la cronaca civica ricorda, fra le vittime, Giovanni Battista Ricci (Verona), colpito in via del Sale e morto pochi giorni dopo, e Giovanni Anghinoni (Bozzolo), ucciso da un colpo di baionetta mentre si gettava da una finestra del Caffè. L’episodio è parte integrante della memoria risorgimentale padovana. Oggi il Piano Nobile ospita il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, che ripercorre la storia padovana e nazionale dal 1797 al 1948 e accompagna il visitatore alla scoperta delle sale storiche del Pedrocchi; il Caffè continua la sua attività nel cuore della città.
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