Connessione Letteraria #298

Ippolito Nievo • Lettere di Ippolito Nievo

Estratto Letterario

"Ad Andrea Cassa, Padova 2.4.54
[...] Saprai o meglio io voglio fare che tu sappia la maravigliosa nuova che empie del suo fracasso la crassa aria Padovana - Entro la settimana il mio Dramma Galileo Galilei sarà prodotto definitivamente sulle scene del Teatro Concordi dalla Compagnia Dondini che ne ha intrapreso a quest'ora le prove con quella plumbea premura che è il caratteristico d'ogni perfetta compagnia comica - A quest'ora il mio riverito nome colla moribonda sua qualità di studente è messo in berlina sulle cantonate più famigerate della città, ed io con tutta la pace e col maggior diritto posso calcolare dal mio scrittoio il numero più o meno grande e il tono acuto o grave, maggiore in do o minore in falamirè dei fischi che mi strazieranno anima, orecchi, velada, e guanti bianchi in quella sera fatale. Ma la mia coscienza "Dietro l'usbergo del sentirsi pura" si riderà di questi sgraditi interpreti della stima popolare per rifugiarsi nella sua superbia e nella testimonianza della sua buona volontà. "

Note

Il 6 aprile del 1854 andò in scena presso il Teatro dei Concordi il primo dramma nieviano, Gli ultimi anni di Galileo Galilei.

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Luogo rappresentato e luogo biografico
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Autore

Nome: Ippolito Nievo
Periodo: 1831-1861
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Lettere di Ippolito Nievo
Edizione: I. Nievo, Lettere, a cura di M. Gorra, in Id., Tutte le opere di Ippolito Nievo, Milano, Mondadori.
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Luogo

Nome: Ex Teatro degli Obizzi / Cinema Teatro Concordi
Indirizzo: Via S. Martino e Solferino, 95, 35122 Padova PD
Coordinate: 45.40581629671791, 11.872826775171237
Descrizione:
Il Teatro degli Obizzi era lo spazio teatrale privato voluto da Pio Enea II degli Obizzi accanto al palazzo di famiglia, nell’area oggi compresa tra via S. Martino e Solferino e via degli Obizzi. Il teatro fu inaugurato nel maggio 1652 dalla Compagnia ducale di Parma; dagli anni Settanta del Seicento vi si tennero anche commedie di comici dell’arte e drammi per musica; per l’età moderna avanzata si conserva una rassegna cronologica delle opere e dei balli dati “nei Teatri Obizzi, Nuovo e del Prato della Valle” tra 1751 e 1892. Il Teatro Obizzi è il perno cittadino del programma di Pio Enea II: dalla stagione inaugurale del 1652 alla successiva apertura alle opere e ai balli, costituisce uno dei primi luoghi stabili della rappresentazione a Padova, ponte fra l’invenzione scenica secentesca (tornei, macchine, feste) e le stagioni teatrali sette-ottocentesche. Il Teatro Obizzi godette di grande continuità di pubblico fino all’apertura del Teatro Nuovo (Verdi) a metà Settecento. Nel 1735 vi recitò Goldoni (Il Belisario, La Griselda), che poi ricordò nei Mémoires l’accoglienza calorosa. Nel 1803, il teatro passò a Ercole III d’Este. Nel 1807 fu chiuso per pericolosità del tetto; riaprì poco dopo, ma il portico venne demolito. Nuovi dissesti portarono nel 1820 a lavori affidati a Giuseppe Jappelli, seguiti da un ulteriore cantiere (1824–25) che, concluso, rilanciò la sala come “Novissimo”. Nel 1842 il duca la vendette alla Società del Teatro Nuovo, che nel 1844 ribattezzò la sala “Teatro dei Concordi”; qui il 6 aprile 1854 andò in scena, senza successo, il dramma Galilei di Ippolito Nievo. Seguirono vari interventi, fra cui il restauro del 1855. Nel 1884 la società alienò il teatro con vincolo di cambio d’uso: sull’area sorse un cinema-teatro, attivo fino al 2008.
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