"A Melchiorre Cesarotti [1796] [...] Spero di venire frappoco a Padova. Il dolore di lasciare per qualche tempo mia madre sarà compensato dal piacere di vedere il Traduttore dell'Ossian e di conversare coll'uomo virtuoso e di Genio. Chi sa ch'io non venga per abitarvi? Ad ogni modo godrò anche a Padova quella sensibile voluttà che delizia il mio cuore ed i miei pensieri anche in mezzo questi intrighi di tanti esseri mascherati. Là potrò vedere l'uomo affaticato sul di cui volto si scorge scolpita la contentezza e il travaglio; potrò commiserare quell'infelice che va cercando il pane per la misera sua famiglia; potrò errare colla mia immaginazione e spaziare per que' luoghi ove non pompeggia il lusso, non poltrisce l'inerzia, e dove la sincerità ed il vero si mostrano nel loro più semplice atteggiamento agli uomini che li cercano. Là finalmente godrò di tutti i piaceri di cui qui godo al presente, ma scevri di tanti affanni che m'apportano questi semmoventi ch'io involontario conobbi, e che a Padova sfuggirò a tutta possa."
Nome: Casa di Melchiorre Cesarotti Indirizzo: Via M. Cesarotti, 10, 35123 Padova PD Coordinate: 45.402058173474515, 11.882156613481618
Descrizione:
L’abitazione che fu di Cesarotti è il Palazzo De Claricini, accanto alla Basilica del Santo, con ingresso in via Melchiorre Cesarotti 10/12. Sulla facciata è apposta una lapide commemorativa (1842) che ricorda Cesarotti; la tradizione cittadina la indica come casa in cui morì il 4 novembre 1808. Il complesso, già della famiglia De Claricini, è oggi di proprietà dell’Università di Padova; comprende anche un giardino interno.