Connessione Letteraria #199

Valeria Miani • Celinda

Estratto Letterario

"CELINDA:
Ed ella che pensava
Al vicino periglio,
In sè stessa ristretta,
Con un caldo sospir che dal profondo
Del cor le uscio, mi disse:
"A che tentar, signora
Modi perch'io non mora?"
E poi a la mia bocca
Giunse i vivi rubini e quasi isvenne,
Se non ch'il guardo pregno
Di lagrime e di duol fisso tenea
Ne gl'occhi e nel mio volto.
Ma tanto feci e tanto dissi alfine
Che spinse la mia destra
Sopra il candido seno, e allor m'avvidi
Non esser com'io il mio de' pomi adoro.
Ella smarrita, immota e di sì fuori,
Viva, ma senza vita e senza moto,
Cadavero vivere,
Più non facea difesa."

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Autore

Nome: Valeria Miani
Periodo: 1563-1620
Categoria: Seicento
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Opera

Titolo: Celinda
Edizione: V. Miani, Celinda. A Tragedy, a cura di V. Finucci, Toronto, Iter Inc
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Luogo

Nome: Palazzo del Capitanio
Indirizzo: Piazza Capitaniato, 3, 35139 Padova PD
Coordinate: 45.40773210332741, 11.872132325700047
Descrizione:
Palazzo del Capitanio si affaccia su Piazza dei Signori ed è storicamente la sede del Capitano veneziano (il reggente militare che affiancava il podestà) durante il dominio della Serenissima. Il fronte è integrato con la Torre dell'Orologio che segna il passaggio verso piazza Capitaniato. L’area apparteneva alla Reggia carrarese (XIV sec.); la torre nasce infatti come porta orientale della Reggia. In età veneziana la torre fu rialzata e dotata dell’orologio astronomico (meccanismo avviato nel 1436 e inaugurato nel 1437), poi nel 1532 venne aperto alla base il grande arco “trionfale” su progetto di Giovanni Maria Falconetto, che mette in comunicazione la piazza con la corte (oggi piazza Capitaniato). Tra fine Cinquecento e inizi Seicento si definì la residenza del Capitanio sul lato di levante dell’ex Reggia.
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