Connessione Letteraria #191

Antonio Brocardo • Rime di Antonio Brocardo

Estratto Letterario

"Sì come il puro latte e i verdi fiori,
Munto e racolti con sincero affetto,
A te consacro, o fiume, a te ch’onori
L’almo terren dagli Antenorei eletto,
Così d’intorno sempre al tuo ricetto
Fra bei smeraldi la terra s’infiori,
E senza mai trovar contrario obietto
Corran liquidi e dolci i tuoi liquori.
Deh quel'orgoglio, onde più ognor trabocchi,
Rafrena e 'l corso alquanto, mentre amore
In fragil barca mi sospinge e mena,
Per lieto pormi denanzi a' begli occhi,
Che far potrian col suo vivo splendore
Vive quest'acque e liquida l'arena. "

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Autore

Nome: Antonio Brocardo
Periodo: ca. 1500-1531
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: Rime di Antonio Brocardo
Edizione: Poeti del Cinquecento. Poeti lirici, burleschi, satirici e didascalici, tomo I, a cura di G. Gorni, M. Danzi e S. Longhi, Milano-Napoli, Ricciardi
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Luogo

Nome: Porta di Ponte Molino
Indirizzo: Vicolo Ponte Molino, 13, 35137 Padova PD
Coordinate: 45.41140373460366, 11.873756468027603
Descrizione:
Porta Molino o Porta dei Molini era il principale dei quattro accessi (insieme a Torricelle, Altinate e S. Giovanni), detti regales, della cinta muraria medievale della città, innalzata nel 1195 e completata nel 1210. Alta quasi 26 metri ed eretta in pietra e cotto nel XIII secolo, si collega all'antico ponte romano a cinque arcate (restaurato e ricostruito nel 1830) sul ramo del Bacchiglione chiamato Tronco Maestro e fu pensata come accesso solenne alla Stra' Regia o Stra' Maggiore (oggi via Dante), il cardo massimo urbano, la via più importante di Padova. Il torrione si innalza esteriormente su una sorta di arco trionfale romanico in pietra, mentre all'interno si succedono due arcate (la più ampia e suggestiva è a sesto acuto) che permettevano di azionare le macchine di difesa, tra cui i grandi battenti incardinati negli alloggiamenti in pietra ancora visibili. Accostata alla facciata interna, sulla sinistra, si ha la costruzione dell'accesso barocco al torrione superiore, risalente al XVII secolo. Porta e ponte derivano il loro nome dai 33 mulini che si trovavano a valle del ponte e funzionarono fino al 1884: la più antica raffigurazione pittorica dei mulini e del ponte (1688) si trova nella Chiesa del Carmine, sul paliotto dell'altare dei Mugnai. Alla fine dell'Ottocento la parte superiore della porta fu utilizzata come vasca d'accumulo per la prima rete di distribuzione dell'acqua potabile in città. Secondo una lapide di Carlo Leoni, Galileo Galilei, nel suo periodo padovano, avrebbe utilizzato la porta come osservatorio astronomico, ma si tratta con ogni probabilità di una falsa informazione.
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