Connessione Letteraria #181

Teofilo Folengo • Baldus

Estratto Letterario

"Trraditur inde viro savio doctoque pedanto
Merlinus puer, et versu prosaque peritus
cum sociis multis ivit studiare Bolognam,
et philosophastri baias sentire Peretti;
unde comenzavit super illas torcere nasum,
inque Petri Hispani chartis salcicia coxit.
Ad macaronaeas potius se tradidit artes,
in quibus a teneris ungis fuit ille Cocaio
praeceptore datus pinguisque poeta dicatus.
Dum Pomponazzus legit ergo Perettus, et omnis
voltat Aristotelis magnos sotosora librazzos,
carmina Merlinus secum macaronica pensat
et giurat nihil hac festivius arte trovari."

Note

Tra il 1513 e il 1514 Teofilo Folengo trascorse un periodo di Studi presso l'Abbazia di Santa Giustina. Nei suoi testi non si colgono riferimenti a Padova, ma un'influenza della cultura padovana/bolognese si coglie per esempio in questo passo, in cui si finge distratto scolaro del maestro e filosofo Pietro Pomponazzi, professore dello Studio patavino fino al 1509, poi a Bologna: se un rapporto diretto è da escludere (né a Padova, né a Bologna), è innegabile la suggestione esercitata sul giovane Fo-lengo da parte del filosofo noto per il suo linguaggio colorito che mescolava, a fini espressivi, latino, volgare e dialetto.

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Teofilo Folengo
Periodo: 1491-1544
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: Baldus
Edizione: T. Folengo, Baldus, in Opere di Teofilo Folengo, a cura di C. Cordié, vol. I, Milano-Napoli, Ricciardi, pp. 71-609
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Luogo

Nome: Abbazia di Santa Giustina
Indirizzo: Via Giuseppe Ferrari, 2/A, 35123 Padova PD
Coordinate: 45.39655927230829, 11.879197981517692
Descrizione:
La Basilica abbaziale di Santa Giustina, nei pressi di Prato della Valle, è un importante luogo di culto cattolico e monumento nazionale italiano.
La prima Basilica venne eretta nel VI sec. nell'allora zona cimiteriale di Prato della Valle, dove fu sepolta nel 304 d.C. la giovane martire Giustina, vittima delle persecuzioni contro i cristiani di Massimiano.
Al X secolo risale l'arrivo dei monaci Benedettini a Padova: dopo il loro insediamento nell'abbazia, tornano lentamente alla luce i corpi dei Santi nascosti durante le invasioni barbariche, tra i quali quello di Santa Giustina e di San Luca Evangelista, l'autore del terzo Vangelo e cronista degli Atti degli Apostoli: le sue reliquie furono portate da Tebe (Grecia) a Costantinopoli e poi da Costantinopoli a Padova.
La Basilica che vediamo oggi risale al XVI secolo ed è lunga 122 mt, con tre navate a croce latina. Nell'abside si trovano i notevolissimi intagli del coro ligneo del XV sec. e la pala d'altare del 1575 di Paolo Veronese, raffigurante il Martirio di Santa Giustina. Il transetto ospita a sinistra l'arca di San Luca Evangelista, a destra di San Mattia apostolo; da lì il suggestivo corridoio dei Martiri che giunge alla cappella a croce greca eretta alla fine del VI sec. sulla tomba di San Prosdocimo, il primo vescovo di Padova.
Il monastero fu soppresso da Napoleone nel 1810 e divenne caserma fino al 1919, quando i Benedettini tornarono a Santa Giustina.
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