Connessione Letteraria #169

Danese Cattaneo • Amor di Marfisa

Estratto Letterario

"Qual pupillando, a chi pascer gli suole,
corrono intorno gli avidi pulcini,
sì che alcun sopra quel ne salti e vole,
acciò che primo a l'esca s'avvicini,
tal de gli Amori ognun primo esser vole
che accolga il suo fratel, che se gli inchini,
che gli baci le man vittoriose,
che 'l crin gli cinga di mirti e di rose.
"Viva d'uomini e dèi, viva del mondo
l'egregio vincitor! Tu sol trionfi,
dal sommo Olimpo al centro più profondo,
de l'altrui forze e de gli altrui trionfi".
Così i fanciulli in suon dolce e giocondo
cantan del nuovo onor superbi e gonfi,
e cantan altre ancor sue chiare lode,
e lieta in replicarle Ecco si gode."

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Danese Cattaneo
Periodo: 1508-1572
Categoria: Cinquecento
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Opera

Titolo: Amor di Marfisa
Edizione: D. Cataneo, Amor di Marfisa, testo e commento a cura di T. Artico, Lucca, maria pacini fazzi editore
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Luogo

Nome: Basilica di Sant'Antonio
Indirizzo: Piazza del Santo, 11, 35123 Padova PD
Coordinate: 45.40146940201252, 11.880773096863384
Descrizione:
La Basilica di Sant'Antonio, conosciuta come "il Santo" (da qui il detto che descrive Padova come la città "del Santo senza nome"), è il principale luogo di culto della città, meta di pellegrinaggi religiosi da tutto il mondo. La Basilica fu costruita nel 1232, dove già dal 1110 esisteva una chiesa dedicata a Maria, per custodire la tomba del frate francescano Antonio, morto a Padova nel 1231. La struttura presenta diversi stili architettonici: elementi romanici nella facciata a campana, gotici nella pianta del deambulatorio con le sette cappelle, bizantini nelle otto cupole rivestite in piombo e moreschi nei due campanili sottili e slanciati. La Basilica venne decorata nei secoli da importanti artistici, come Giotto, Altichiero da Zevio, Jacopo d'Avanzo, Mantegna, Camillo Boito. All'interno si trovano numerosi e notevoli monumenti funebri di medici, guerrieri, prelati e letterari, come il monumento al cardinale Pietro Bembo, il mausoleo del nobile veneziano Alessandro Contarini, o la tomba del Gattamelata nella Cappella del Santissimo. L'altare maggiore, uno dei monumenti più prestigiosi della Basilica e del Rinascimento italiano, è preceduto da una balaustra in marmo rosso (1661) con le statue della Fede, Carità, Temperanza e Speranza di Tiziano Aspetti (1593); alle pareti dodici bassorilievi in bronzo che rappresentano scene dell'Antico Testamento di Andrea Briosco e Bartolomeo Beliamo. L'altare fu ideato ed eseguito tra il 1443 e il 1450 da Donatello che fu anche autore delle sculture in bronzo dorato che adornano l'altare e della Deposizione in pietra, dietro l'altare. Sulla serie di cappelle si apre il deambulatorio, che ospita il Tesoro, la cappella maggiore in stile barocco eretta alla fine del Seicento su disegno del genovese Filippo Parodi, allievo di Bernini: qui sono custodite le numerose reliquie del Santuario, tra le quali la lingua incorrotta del Santo in un preziosissimo reliquiario del fiorentino Giuliano di Giovanni (1436) e il mento in un grande reliquiario di ignoto artista padovano (1350); è anche custodito il sasso che servì al Santo da guanciale all'Arcella, le navicelle rinascimentali per l'incenso e le casse lignee che avevano contenuto i resti del santo.
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