Connessione Letteraria #139

Galeotto Marzio • De doctrina promiscua

Estratto Letterario

"[...] universales rerum praenuntiationes hoc modo factae veritatem non continent, nisi aut ex maximis olim coniunctionibus habeantur aut divinitus inspirentur, quaelibet enim regio suo fato gaudet, propter horoscoporum varietatem: et etiam illius regionis urbes in uno et eodem anno propter praedictam causam variantur: exempli gratia, cum Saturnus caudam Scorpionis intraret, praediximus Patavio Antenoris pestilentiam, et peracta cauda sanitatem, rursusque, propter retrogradationem Saturni praesentiam in civitate Patavina iterum pestem inducturam: et sic in aliis contingit, atramen illa pestilentia circum vicina urbis minime infestavir. "

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Luogo di rammemorazione
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Autore

Nome: Galeotto Marzio
Periodo: 1424/1427-1492
Categoria: Quattrocento
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Opera

Titolo: De doctrina promiscua
Edizione: G. Martius Narniensis, De doctrina promiscua, Lione, apud Ioan. Tornaesium
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Luogo

Nome: Chiesa degli Eremitani
Indirizzo: Piazza Eremitani, 9, 35129 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.410649902938324, 11.879323325489072
Descrizione:
Titolata ai Santi Filippo e Giacomo il Minore, fu costruita a partire dal 1264 come chiesa dell’Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, il cui convento si trovava dove ora sorgono i Musei Civici. Lo stile "classicheggiante" è rappresentativo della Padova di età comunale. Nella Cappella Ovetari sono conservate meravigliose opere del pittore padovano Andrea Mantegna. Gran parte dei dipinti, però, andò persa a causa del bombardamento dell’11 marzo 1944: vennero ricostruiti e riesposti al pubblico a partire dal 2006. Dal 2021, infine, la Chiesa è parte del patrimonio UNESCO. All'interno della Chiesa degli Eremitani si custodiscono le spoglie di prestigiosi personaggi, tra i quali vale la pena menzionare la cantante e compositrice seicentesca Barbara Strozzi e il medico e biologo Antonio Vallisneri; inoltre, si conserva oggi anche la tomba del Signore di Padova Giacomo/Jacopo II da Carrara, trasferita in seguito alla distruzione della Chiesa di Sant'Agostino, luogo originario di sepoltura; l'epitaffio è opera di Francesco Petrarca.
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