Connessione Letteraria #116

Giovanni Dondi dall'Orologio • Tractatus Astrarii

Estratto Letterario

"Poiché lo scopo del meccanismo che io ho progettato era di mostrare i veri luoghi dei pianeti, le loro evoluzioni, i loro movimenti e le loro orbite e che, secondo Aristotele, è giusto che ogni cosa prenda il proprio nome dallo scopo per cui è stata costruita, io ho, in maniera del tutto naturale, dato il nome di Astrario a tutto questo meccanismo e al libro dove sono descritti la sua composizione, il suo uso, la sua messa in moto, e il modo di correggere gli errori. [...] Ho immaginato, con l'aiuto divino, di costruire un apparecchio nel quale possano essere visti con l’occhio tutti i movimenti in longitudine che gli astronomi assegnano ai pianeti, con i loro circoli e le loro periodicità, dove possono essere osservate le molteplici particolarità che i dottori hanno insegnato e che l’esperienza sensibile delle cose ha mostrato, e dove anche si possono avere in qualsiasi ora presente e senza alcun fastidio di calcolo le posizioni di uno qualsiasi dei suddetti astri, i suoi argomenti veri e medii, il suo centro, la sua auge e le sue coordinate, come se nella medesima ora si fosse operato per mezzo delle tavole, con una differenza di varietà piccolissima e di quasi nessuna importanza, se forse qualcuna ne intervenga."

Note

Dondi fu inventore dell'Astrario, macchina astro­nomica complessa, iniziata a Pavia verso il 1365 e conclusa verso il 1381, capolavoro della orologeria di precisione tardomedievale, nella quale, grazie a un unico meccanismo a pesi, differenti facce mostravano sia le ore solari sia i moti dei pianeti allora noti; andata distrutta forse nel secolo XVI, è nota grazie al Tractatus Astrarii, tramandato da vari manoscritti illustrati, che in tempi recen­ti servirono per realizzarne alcune ricostruzioni, una delle quali venne donata nel 2003 all'Università di Pa­dova ed è ora esposta nella Sala della Basilica di Palazzo Bo.

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Luogo biografico
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Autore

Nome: Giovanni Dondi dall'Orologio
Periodo: 1330-1388
Categoria: Trecento
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Opera

Titolo: Tractatus Astrarii
Edizione: G. Dondi dall'Orologio, Tractatus Astrarii, a cura di A. Bullo, Conselve-Padova, Think ADV
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Luogo

Nome: Palazzo del Bo (Università degli Studi di Padova)
Indirizzo: Via VIII Febbraio, 2, 35122 Padova PD, Italia
Coordinate: 45.40708207315372, 11.877226285784408
Descrizione:
Sede storica centrale dell’Università a partire dal 1493, Palazzo del Bo è uno dei complessi edilizi più antichi e suggestivi di Padova. Oggi è sede del Rettorato e della Scuola di Giurisprudenza. Si compone di più corpi di fabbrica, articolati attorno a due cortili principali: quello cinquecentesco, detto "Cortile Antico", le cui mura sono ricoperte di antichi stemmi e su cui affacciano la maestosa Aula Magna e il primo Teatro Anatomico stabile al mondo (1595); e il novecentesco "Cortile Nuovo", che immette ad una serie di ambienti decorati da grandi esponenti dell’arte italiana sotto la supervisione dell'architetto e designer milanese Gio Ponti.
Dal Cortile Antico si accede al piano superiore attraverso uno scalone, dove è collocata la statua opera dello scultore Bernardo Tabacco dedicata a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nominata Magistra et doctrix in Philosophia a Padova nel 1678; si passa poi alla Sala dei Quaranta, che prende il suo nome dai 40 ritratti di celebri studenti stranieri dell’Università vissuti a Padova tra il Duecento e l’Ottocento, dove è conservata la Cattedra di Galileo, dalla quale, secondo la tradizione, lo scienziato teneva le sue lezioni. La sala introduce all’Aula Magna, assegnata ai giuristi, ma in realtà vi faceva eccezionalmente lezione anche Galileo. Dalla loggia superiore del Cortile Antico è possibile accedere anche al cinquecentesco Teatro Anatomico, realizzato durante il magistero del docente Girolamo Fabrici d’Acquapendente, e da qui alla Sala di medicina, riservata oggi alla discussione delle tesi di laurea. Prima di stabilirsi nel Palazzo del Bo nel 1493, l'Università di Padova non aveva una sede fissa e stabile: le lezioni si svolgevano in abitazioni private o in edifici affittati nel centro della città.
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