Giovanni Dondi dall'Orologio • Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio
Estratto Letterario
"Per far a casa felice ritorno da quella che de l’altre fu soprana et d’ogni altra vertù viva fontana, partimo doppo Pasqua il primo giorno. Et per trovar meglio per noi sogiorno et per roncini la strada più piana, nostro camin tenemo per Toscana, vedendo plusor terre in quel contorno. Prima Cesan, Sutri, Viterbo bello, Monteflascon, terra asai lieta et chiara, Aquapendente, ma prima Bolsena. Vedrèn San Quirco et poi la vechia Sena, Firence gaia, Bologna, Ferara, Roigo et Padoa, nostro dolce ostello. "
Note
Palazzo Dondi dall'Orologio non poté essere la dimora di Giovanni Dondi, poiché il palazzo venne costruito nel XV secolo dalla famiglia Urbino e solo successivamente acquistato dai Dondi.
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Visitabile
Autore
Nome: Giovanni Dondi dall'Orologio Periodo: 1330-1388 Categoria: Trecento
Descrizione:
Il Palazzo Dondi dall'Orologio si trova nell'antica contrada del Falarotto, un'area un tempo attraversata dal Naviglio Interno. Vicino alla storica Porta Falarotto, uno degli accessi principali della città, il palazzo è un importante esempio dell'evoluzione urbanistica di Padova, passando da centro medievale a città rinascimentale. Il palazzo fu costruito nel XV secolo dalla famiglia Urbino e successivamente acquisito dai Dondi dall'Orologio. Nel Cinquecento, i Dondi commissionarono importanti lavori di ampliamento e decorazione, tra cui il fregio con 89 putti nel salone centrale, che si pensa sia opera di Domenico Campagnola. Nel XIX secolo, l'edificio subì modifiche per adeguarsi alle nuove esigenze, diventando sede della Cassa di Risparmio e successivamente dell'INAIL. Dopo un periodo di abbandono, fu restaurato tra il 2006 e il 2011, riportandolo al suo splendore originario.