Angela Veronese nacque nel territorio di Montebelluna (Treviso) il 20 dicembre 1778 e morì a Padova l’8 ottobre 1847. Figlia di Pietro Rinaldo, giardiniere, crebbe tra le ville dei conti Zenobio dove la famiglia lavorava; da giovanissima passò per Treviso e Venezia, dove contrasse il vaiolo ed ebbe un’educazione irregolare. In quegli anni iniziò a comporre versi e scelse il nome pastorale Aglaia (Aglaja) Anassillide dalla tradizione arcadica. È ricordata come poetessa-improvvisatrice dell’area veneta e, soprattutto, come autrice della prima autobiografia moderna pubblicata da una donna italiana: le Notizie della sua vita scritte da lei medesima (1826), premessa ai propri Versi. Veronese si formò da autodidatta, tra servizio presso famiglie patrizie e frequentazione di ambienti colti veneti; un suo celebre maestro fu Melchiorre Cesarotti. Le sue rime – pastorali e anacreontiche – circolarono in libretti e antologie; un componimento celebrativo è dedicato ad Antonio Canova (Fiori anacreontici sparsi sulla tomba di Canova, Udine, 1822). La sua fama locale fu sostenuta anche da pratiche di improvvisazione poetica e da una rete di patronage; alla sua figura dedicò un sonetto Luigi Carrer. Nel quadro del primo Ottocento italiano, Veronese è una voce significativa del Veneto letterario: unisce la maniera arcadica (pastorale) a toni autobiografici e realistici; la sua autonarrazione del 1826 – rara per provenienza sociale e genere – è oggi letta come un momento-chiave di autorappresentazione femminile e di ricerca di visibilità nella sfera pubblica. Bibliografia: https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/angela-veronese/